E da oggi pomeriggio sono ufficialmente in ferie!!!!!
Ci rivediamo il 29 agosto...
giovedì 4 agosto 2011
martedì 2 agosto 2011
Hamburger con formaggio e patate
Le ferie sono alle porte: ancora pochi giorni di lavoro e poi relax totale! Ho già detto al marito che non voglio nemmeno pensare cosa indossare la mattina... mi stacco la testa per 23 giorni e cerco di riposarmi il più possibile. Sono talmente stanca che oramai non cucino nemmeno, nonostante il bimby nuovo che mi chiama, mi rifiuto categoricamente di pensare anche solo alla cena! Ho davvero bisogno di staccare un pochino... per poi ricominciare l'anno a settembre... eh già... dopo aver studiato svariati anni (in totale, dall'asilo all'Università, sono stati 22!) mi è rimasta questa idea che l'anno inizi in realtà a settembre e finisca con l'estate! Deformazione "scolastica" che però è salda dentro di me: c'è un non so che di nuovo quando si rientra dalle ferie e si torna alle proprie abitudini... anche se si fanno sempre le solite cose sembra che si respiri un'aria diversa... carica di aspettative e di progetti...
Tra le tante cose che ci aspettano in autunno c'è da qualche anno l'abitudine ad andare a "macellare" un vitello per poi dividerlo tra parenti (e non solo)... praticamente ci rivolgiamo ad un allevatore di fiducia che macella una sua bestia e ci porziona la carne. A casa poi viene pulita, suddivisa in contenitori e congelata... ci ritroviamo così il freezer pieno di ogni ben di dio: spezzatino, ossibuco, carne da brodo, bistecche, fiorentine, macinato...
Proprio con ques'ultimo prepariamo degli ottimi hamburger (mia nonna, che ha di tutto in casa, possiede lo strumento adatto per schiacciare la carne trita e pressarla per ottenere quelle che lei chiama "svizzere" e che noi invece chiamiamo hamburger!
Ad ogni modo la carne è ottima e così ecco una preparazione facile e veloce per ottenere una cena completa!
Ingredienti:
2 hamburger (di carne rossa) a persona;
2 sottilette;
patate;
ketchup;
sale.
Procedimento:
Sbucciare le patate, lavarle e tagliare a rondelle dello spessore di qualche millimetro. Asciugarle bene, stenderle sulla placca da forno ricoperta di carta, aggiungere un filo di olio evo. Cuocere a 180/200°C finché saranno ben dorate da ambo i lati (girare con una paletta a metà cottura).
A circa 10 minuti dal termine della cottura delle patate scaldare molto bene una padella antiaderente (o una bistecchiera di ghisa) e cuocere gli hamburger girandoli una sola volta. Al termine della cottura salarli appena e mettere su ogni disco di carne il ketchup ed una sottiletta.
Prendere fuori dal forno le patate salarle e cospargere a piacere di ketchup.
lunedì 25 luglio 2011
E' arrivato!
Cosa? Vi domanderete voi...
Beh mio marito voleva che io lo prendessi già da qualche anno... ma visti i miei problemi con l'alimentazione fino a qualche mese fa non mi pareva proprio il caso. Ma lui a volte è più testardo di me e come una goccia ha continuato ad insistere sullo stesso argomento finché non mi ha convinta... ed io ho convinto anche altre persone!
Adesso sono eccitatissima e non vedo l'ora di sfruttarlo per preparare di TUTTO, ma proprio tutto!
Ops... ma non vi ho ancora detto di cosa si tratta... Siete pronti??? Il BIMBY!!!!!
Ebbene sì... l'ho preso, mi sono convinta e adesso è lì sul ripiano della mia bella cucina... che aspetta solo di mostrarmi quante cose possiamo fare assieme... quanta strada percorreremo... quanti esperimenti potremo improvvisare....
Ovviamente ringrazio il marito che ha insistito e la mia cara amica Laura che ha fatto con me la dimostrazione (e l'ha comprato pure lei... assieme a mia zia!)... non vi dico che argomenti ha usato il marito per convincermi (è presto ancora...) ma alla fine ha vinto lui!
Vi chiederete come mai tanta reticenza... beh ecco... io ho imparato a cucinare attraverso mia nonna e di certo lei il bimby non lo userebbe: sostiene infatti che la tecnologia è nemica della buona cucina (vi dico solo che per fare la sua superba e segretissima salsa verde da accompagnare ai bolliti misti il giorno di Natale, lei tagliuzza finemente tutti gli ingredienti a mano...)... quindi capite che nella mia testa un robot che fa tutto è come dire mangiamo pastiglie al gusto di cibo come gli astronauti!
Ma la dimostrazione a cui ho partecipato mi ha fatto decisamente cambiare idea... ho mangiato cose buone, genuine... e ho pensato che un aiutino (soprattutto in termini di "tempo") mi avrebbe proprio fatto comodo... così adesso il bimby c'è... e ho promesso al marito di usarlo, sfruttarlo e farne un aiuto-cuoco insostituibile (il capo chef rimango io, sia chiaro!). Insomma sarà come essere nella cucina di un ristorante: io dirigo ed il bimby esegue!
Così da oggi nel blog ci sarà una sezione in più... dedicata alle ricette che farò col bimby, rigorosamente senza glutine! Ma non mancheranno anche quelle "senza" il bimby... perché certe cose continuerò a farle a modo mio e senza alcun aiutino (soprattutto se l'origine è il ricettario segreto della nonna!).
venerdì 22 luglio 2011
Insalata di riso
Una cosa è certa: in estate le insalate sono d'obbligo! Fresche, leggere, poco impegnative (questo lo sostiene il marito che le mangia ma non le prepara!) e perché no "svuota" frigo.
Una delle più classiche insalate è sicuramente quella di riso, di cui ne esistono milioni di versioni: sfido chiunque a dire che ne ha assaggiate diverse e ne ha trovate almeno due con lo stesso sapore: impossibile!
Non vi nascondo che spesso e volentieri utilizzo i vasetti già pronti di condimento per insalate di riso (o pasta) con aggiunta personale di ingredienti ma devo ammettere che il retro gusto che lasciano non mi fa impazzire e così quando ho un pochino di tempo (e voglia!) preparo gli ingredienti ad uno ad uno... ed è tutta un'altra cosa!
Ingredienti (per questa in particolare!):
3/4 cucchiai di riso per insalate a persona;
1 peperone rosso;
carciofini sott'olio;
funghi sott'olio;
capperi (lavati per eliminare il sale);
olive verdi denocciolate;
tonno sott'olio;
pomodorini pachini:;
formaggio a pezzetti (tipo galbanino, emmenthal, scamorza, etc...)
qualche fogliolina di basilico:;
prosciutto cotto a cubetti.
Procedimento:
Lessare il riso (io lo lascio un pochino al dente), scolarlo, passarlo sotto l'acqua fredda per qualche istante e lasciare raffreddare aggiungendo un paio di cucchiai di olio di oliva in modo tale che i chicchi non si attacchino ma rimangano ben sgranati.
Nel frattempo tagliare a pezzettini tutti gli ingredienti e quando il riso sarà ben freddo mescolare tutto assieme.
Servire fredda.
Nota: mio marito a volte ci aggiunge un cucchiaio di maionese...
lunedì 18 luglio 2011
Comunicazione urgente: cambio indirizzo del blog!
Buon inizio di settimana a tutti!!!! Mi auguro che voi abbiate passato un bel week end! Il mio è stato molto rilassante e piacevole: quasi un peccato venire al lavoro questa mattina! Ma mi consolo del fatto che mancano solo 20 giorni alle tanto sognate ferie!
Il post di oggi non è dedicato ad una ricetta ma vorrei dare una comunicazione "di servizio" urgente a tutti gli amici e a tutte le amiche che mi seguono: DA OGGI HO MODIFICATO L'INDIRIZZO DEL BLOG! Per alcuni problemi tecnici sopraggiunti nei giorni scorsi ho deciso di apportare questa modifica e pertanto da ora in avanti per potermi seguire l'indirizzo è:
Vi prego quindi di modificare il contatto per poter continuare a seguirmi proprio come fate ora. Chi nel proprio blog mi ha inserita tra i blog preferiti che segue deve modificare il link del blog... Chi avesse pubblicato qualche pagina del mio blog nei propri post (per citarmi, per un contest, etc...) dovrebbe cortesemente modificare il contatto. Basterà semplicemente sostituire il pezzettino di link "dadagennasi" in "dadaunacelicapercaso", lasciando tutto il resto invariato.
Grazie di cuore a tutti voi per la collaborazione!
PS: traslocare un blog non è come dirlo... se vedete che qualcosa non va, ditemelo pure... così correggo!
martedì 12 luglio 2011
No-knead bread senza glutine
Eh già... ci son caduta anch'io, e più di una volta, nella realizzazione di questo pane meraviglioso sia per la semplicità della preparazione sia per l'ottimo risultato che si ottiene anche con le farine prive di glutine.
Chi ama panificare avrà sicuramente provato almeno una volta questa tecnica e sono certa che converrà con me nell'affermare che il pane che si ottiene è davvero a livello di quello che si può acquistare nei migliori forni.
Felix e Cappera di "un cuore di farina senza glutine" ne forniscono almeno tre versioni nel loro blog, tutte realizzate rigorosamente con farine prive di glutine, e in questi mesi di visite qua e là nei diversi blog che seguo ho trovato spesso e volentieri questo bel pane...
Per una volta però ho voluto fare qualche ricerca più approfondita per capire da dove traesse le sue origini questo procedimento, pensando che fosse una qualche tradizione antica riscoperta casualmente in questo periodo in cui c'è un ritorno agli antichi sapori fatti in casa... Non è andata proprio così: l'idea infatti è di un tale Jim Lahey, della Sullivan Street Bakery di Manhattan a New York. Inizialmente l'informazione mi ha lasciata un tantino sconcertata: "ma come - mi sono detta - questo pane stupendo che tanto ricorda le nostre regioni ha origine a New York?"
Essendo come San Tommaso, mi sono informata meglio e dal sito ufficiale della Sullivan Street Bakery ho scoperto che Jim Lahey, il proprietario di questa Bakery sita nel cuore di Manhattan, avrebbe voluto dedicare la sua vita a fare lo scultore e proprio per questo motivo si è trasferito in Italia dove ha scoperto l'arte della panificazione. Ecco quindi che Lahey ispirato dai panettieri della Toscana e di Roma, è tornato a New York deciso a far sì che il pane "contadino" della campagna italiana trovasse casa in America.
A giudicare dalle numerosissime recensioni pubblicate dai più autoevoli quotidiani e riviste direi proprio che Jim è riuscito nel suo intento! Anche se le vere origini di questa tecnica sono di casa nostra (lo dicevo io!)
Ma torniamo alla tecnica del pane senza impasto (questa la traduzione di no-knead bread). L'idea di base è alquanto semplice: pane che si fa con pochissimo lievito (ma con più acqua) e che non si impasta! La lunga fermentazione di un impasto cosi' umido fa sì che le molecole di glutine si allineino per formare la maglia glutinica, senza la necessità di impastare. Il risultato e' un pane leggerissimo, profumato e con un alveolatura spettacolare: il tutto senza nessuna fatica!Questo induce a pensare che con le farine gluten free il risultiato non sia altrettanto spettacolare: niente di più falso! Posso garantire che la tecnica funziona perfettamente anche senza glutine!
Ingredienti:
450 gr. del mio mix per lievitati (180 gr. di Mix B Schar; 180 gr. Mix it! DS; 90 gr. LP Farmo)
400 mL di acqua;
6 gr. lievito di birra secco;
sale.
Procedimento:
In una terrina sciogliere il lievito di birra secco nell'acqua tiepida (circa 25°C). Aggiungere la farina a pioggia lentamente e mescolare per combinare tutti gli ingredienti, mettendo il sale solo alla fine: si otterrà un impasto molliccio e appiccicoso.
Coprire il contenitore con la pellicola trasparente e lasciare lievitare per 12-18 in un ambiente buio e "tiepido".
Al termine di questo tempo, rovesciare l'impasto su un piano ben infarinato (l'ideale è mescolare della farina di mais sottile con la mix it! DS) e con l'aiuto di una spatola ripiegarlo su se stesso un paio di volte. Con le mani infarinate dare rapidamente la forma di una palla e poi lasciarlo riposare circa 15 minuti coprendo con la ciotola capovolta.
Per una volta però ho voluto fare qualche ricerca più approfondita per capire da dove traesse le sue origini questo procedimento, pensando che fosse una qualche tradizione antica riscoperta casualmente in questo periodo in cui c'è un ritorno agli antichi sapori fatti in casa... Non è andata proprio così: l'idea infatti è di un tale Jim Lahey, della Sullivan Street Bakery di Manhattan a New York. Inizialmente l'informazione mi ha lasciata un tantino sconcertata: "ma come - mi sono detta - questo pane stupendo che tanto ricorda le nostre regioni ha origine a New York?"
Essendo come San Tommaso, mi sono informata meglio e dal sito ufficiale della Sullivan Street Bakery ho scoperto che Jim Lahey, il proprietario di questa Bakery sita nel cuore di Manhattan, avrebbe voluto dedicare la sua vita a fare lo scultore e proprio per questo motivo si è trasferito in Italia dove ha scoperto l'arte della panificazione. Ecco quindi che Lahey ispirato dai panettieri della Toscana e di Roma, è tornato a New York deciso a far sì che il pane "contadino" della campagna italiana trovasse casa in America.
A giudicare dalle numerosissime recensioni pubblicate dai più autoevoli quotidiani e riviste direi proprio che Jim è riuscito nel suo intento! Anche se le vere origini di questa tecnica sono di casa nostra (lo dicevo io!)
Ma torniamo alla tecnica del pane senza impasto (questa la traduzione di no-knead bread). L'idea di base è alquanto semplice: pane che si fa con pochissimo lievito (ma con più acqua) e che non si impasta! La lunga fermentazione di un impasto cosi' umido fa sì che le molecole di glutine si allineino per formare la maglia glutinica, senza la necessità di impastare. Il risultato e' un pane leggerissimo, profumato e con un alveolatura spettacolare: il tutto senza nessuna fatica!Questo induce a pensare che con le farine gluten free il risultiato non sia altrettanto spettacolare: niente di più falso! Posso garantire che la tecnica funziona perfettamente anche senza glutine!
Ingredienti:
450 gr. del mio mix per lievitati (180 gr. di Mix B Schar; 180 gr. Mix it! DS; 90 gr. LP Farmo)
400 mL di acqua;
6 gr. lievito di birra secco;
sale.
Procedimento:
In una terrina sciogliere il lievito di birra secco nell'acqua tiepida (circa 25°C). Aggiungere la farina a pioggia lentamente e mescolare per combinare tutti gli ingredienti, mettendo il sale solo alla fine: si otterrà un impasto molliccio e appiccicoso.
Coprire il contenitore con la pellicola trasparente e lasciare lievitare per 12-18 in un ambiente buio e "tiepido".
Al termine di questo tempo, rovesciare l'impasto su un piano ben infarinato (l'ideale è mescolare della farina di mais sottile con la mix it! DS) e con l'aiuto di una spatola ripiegarlo su se stesso un paio di volte. Con le mani infarinate dare rapidamente la forma di una palla e poi lasciarlo riposare circa 15 minuti coprendo con la ciotola capovolta.
Infarinare abbondantemente, aggiungendo se vi piaccioni emi vari (tipo papavero, girasole, sesamo...), un canovaccio di cotone. Posarvi la palla di impasto con la chiusura sotto. Lasciar lievitare altre 2 ore.
Mezz'ora (anche quaranta minuti) prima che sia terminata la lievitazione, accendere il forno a 250°C e mettere dentro una grossa pentola (28-30 cm di diametro) che abbia il coperchio (può essere di ghisa, terracotta, pyrex o smaltata) affinche' si riscaldi molto bene. Quando l'impasto e' pronto, togliere la pentola dal forno (fare attenzione a non bruciarsi!), infilare le mani sotto il canovaccio e rovesciare l'ìmpasto nella casseruola con la chiusura sopra, coprire e rimettere subito in forno. Dopo circa mezz'ora togliere il coperchio e proseguire la cottura per altri 15 minuit circa (finche' la superficie non è ben dorata). Far raffreddare su una gratella.
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