lunedì 28 marzo 2011

Pasta madre senza glutine

E' nata! 
Finalmente ci sono riuscita: dopo diversi tentativi miseramente falliti l'impegno è stato premiato e anch'io ho la mia pasta madre, rigorosamente senza glutine.
Ovviamente, avendo appena compiuto una settimana di vita, la sua forza non è massima ma il primo utilizzo è stato soddisfacente e sono certa che col tempo migliorerà notevolmente.


La pasta madre, detta anche lievito acido, pasta acida, lievito madre e crescente, è un lievito naturale ottenuto da un impasto di farina e acqua acidificato da un complesso di lieviti e batteri lattici che sono in grado di avviare la fermentazione.  A differenza del classico e più utilizzato lievito di birra in cui i batteri agiscono solamente per mezzo della fermentazione alcolica, con produzione di alcol e anidride carbonica, il lievito madre comprende diverse specie di batteri lattici eterofermentanti ed omofermentanti del genere Lactobacillus che portano anche ad una fermentazione lattica con conseguente produzione di acido lattico e a volte di acido acetico
A differenza del lievito di birra, la lievitazione acida è molto più lenta e richiede una lavorazione più complessa. Di contro però, numerose proprietà positive sono riconosciute alla lievitazione naturale: maggiore crescita del prodotto, maggiore digeribilità e conservabilità, gli aminoacidi rilasciati dalla proteolisi batterica sono molti di più rispetto alla lievitazione con lievito di birra, colorazione della crosta più scura, aroma più intenso, sapore e fragranza particolari, che dipendono soprattutto dal tipo di fermentazione, dalla presenza di acido lattico e acetico e anche dai ceppi di microorganismi che compongono il lievito, disponibilità maggiore dei minerali.

Preparazione:
La preparazione classica del lievito naturale comincia da un impasto acido spontaneo ottenuto con la lievitazione che per opera dei microrganismi naturalmente presenti nella farina, nell'acqua e nell'ambiente si innesca in un normale impasto di farina e acqua lasciato acidificare spontaneamente (cioè a riposare senza lievito) in un tempo più o meno lungo. Per accelerare la fermentazione si possono aggiungere all'impasto anche altri ingredienti: lieviti, batteri lattici esogeni e zuccheri che sono il cibo dei lieviti, come frutta (es.mela, yogurt, crusca, miele, etc.).
Impasto iniziale per lievito madre
Nel caso di produzione di pasta madre senza glutine ho utilizzato la ricetta di Felix e Cappera che potete trovare qui:
100 g di farina di riso
100 g di farina di mais sottile
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di miele
acqua approssimativamente 150 g (in media)

A questo punto lasciare maturare il lievito coperto da un canovaccio di cotone in un posto buoio e fresco per 2-3 giorni senza fare nulla.
Pasta madre a 3 giorni dalla prepazione
Quando lo riprenderete noterte che si sono formate delle bollicine di piccole e medie dimensioni sia sulla superficie del lievito sia al suo interno.
Questo metodo dà origine ad uno sviluppo caotico di varie specie microbiche, anche patogene, che vengono spontaneamente selezionate con l'aumentare dell'acidità dell'impasto e la diminuzione del contenuto di ossigeno e zuccheri. Normalmente vengono inattivati gli organismi indesiderati e sviluppati lieviti e batteri lattici ma la microflora, varia e variabile, spesso non gli permette di conservare a lungo le sue caratteristiche. Attraverso opportune lavorazioni, ovvero successivi rimpasti con altra acqua e farina in dosi adeguate alle caratteristiche della pasta, l'impasto acido spontaneo può divenire una pasta madre, che è il lievito naturale a tutti gli effetti.
 
Rinfreschi (cura e crescita del lievito madre):
La pasta madre ha microflora selezionata ed equilibrio stabile tra lieviti e batteri. Una volta ottenuta, la pasta madre viene tenuta in vita e riprodotta per mezzo di successivi rinfreschi, cioè impasti periodici con determinate quantità di farina fresca e acqua. I microorganismi che la compongono infatti devono essere costantemente nutriti e posti in condizione di riprodursi. La maniera più semplice per tenere in vita la pasta madre è di usarla per fare il pane, separandone una piccola parte prima di aggiungerci il sale.
Le peculiari caratteristiche organolettiche, reologiche e fermentative dei lieviti naturali variano in relazione all'area geografica di provenienza, al meccanismo di produzione, a fattori casuali e all'affinamento attuato dal panificatore; possono essere modificate variando i parametri ambientali come temperatura e umidità, o quelli propri dell'impasto come il tasso d'idratazione o il tipo di farina.
Seguendo sempre le preziosissime indicazioni di Felix e Cappera ho alimentato il mio lievito madre per circa una settimana:
"il rinfresco viene fatto prendendo una certa quantità di lievito madre mescolandolo alla stessa quantità di farina e acqua, senza più aggiungere nè olio nè miele. (Le Simili con il lievito madre glutinoso fanno: 100 g di lievito madre, 100 g di farina e 45 - 50 g di acqua)... io ho rinfresscato 200 g di lievito madre con 200 g di farina senza glutine (100 g di riso e 100 g di mais) più 150 g circa di acqua tiepida.
Dopo circa 6 ore il lievito si presentava già pieno di bollicine.
 
Lievito madre dopo 6 ore dal primo rinfresco (a 3 giorni dalla preparazione)

Io a questo punto ho continuato i rinfreschi un giorno sì ed uno no sempre con lo stesso metodo e dopo 7 giorni ho fatto l'ultimo rinfresco per poi utilizzare il lievito per produrre il primo pane. Adesso il mio bel lievito madre è in frigorifero dove resterà sino al prossimo utilizzo.


Fonti:





venerdì 25 marzo 2011

Altro libro... altro esperimento!


Giovedì scorso, in occasione della Festa per l'Unità di Italia, Andrea ed io ci siamo incamminati verso il centro di Bologna... cammina cammina siamo giunti in libreria sotto le due Torri!
Dopo una capatina nella sezione Fantasy, di cui siamo appassionati entrambi, io mio sono infilata come di consueto nella zona dedicata alla cucina! E' un'abitudine che ho da sempre e mi piace vagare con lo sguardo sulle copertine variopinte che contraddistinguono questa particolare categoria di libri. Se la libreria è particolarmente fornita ci si può trovare davvero di tutto: dalla cucina tradizionale, a quella etnica, passando per il sushi, senza tralasciare manuali che insegnano le tecniche di preparazione dei cibi e tanto altro ancora.
Come penso facciano tutte le persone che, come me, si sono ritrovate un bel giorno a dover cambiare alimentazione escludendo il glutine e dovendo reinventare tantissime ricette per poter mangiare un po' di tutto senza dover rinunciare a nulla, mi soffermo soprattutto sui testi specifici per celiaci... per controllare se ci sia qualche novità interessante.
Ogni tanto trovo qualcosa che stuzzica la mia curiosità e così aggiungo nuove fonti alla mia collezione. Ma devo essere onesta sul fatto che avendo negli utlimi anni preso dimestichezza con le farine gluten-free, mi ritrovo sempre più spesso a consultare testi "normali" e se mi piacciono "a pelle" li compro e poi adatto le ricette alle mie esigenze.
Nel mio girovagare di giovedì scorso mi sono imbattuta nel testo: "La pasta madre" di  Antonella Scialdone e mi è sembrata una sorta di strana coincidenza perchè è da qualche tempo che mi ronzava per la testa l'idea di provare nuovamente a far nascere il lievito madre senza glutine (dopo diversi mal riusciti esperimenti di qualche anno fa avevo accantonato l'idea) soprattutto dopo aver letto attentamente il "Ricettario per Celiaci" di Emanuela Ghinazzi e Olga Francesca Scalisi integrato con le varie pubblicazioni sull'argomento nel loro blog un cuore di farina senza glutine.
Sarò stata dieci minuti abbondanti con quel libro in mano combattuta sul da farsi ma alla fine il ricordo di impasti "puzzolenti" e poco invitanti gettati nel pattume mi hanno convinta a desisdere dall'idea di comprare il volume. Ovviamente nemmeno due ore dopo ero già pentita! 
E così appena sono arrivata a casa ho riletto la ricetta e le indicazioni di Felix e Cappera per realizzare la pasta madre e mi sono lasciata convincere dalla mia buona vocina interiore che potevo riprovare: se a loro viene perchè a me non dovrebbe riuscire?
La prima cosa che ho fatto è stata quella di aprire la dispensa riservata al gluten-free per controllare se aveveo le due farine che le mie care "sorelle Simili senza glutine" indicano nel ricettario, ovvero il fumetto di mais e quella di riso... prima delusione ("iniziamo bene" ho pensato): non avevo in casa quella di mais fine! Se non fosse stato un giorno di festa sarei uscita immediatamente per procurarmela ma ho dovuto rinunicare all'idea e quindi ho atteso l'indomani per l'acquisto. 
Non sapendo che fare ho acceso il computer e mi sono messa a vagare nel web per cercare notizie sul libro che non avevo acquistato e sorpresa delle sorprese: esiste il sito: lapastamadre! Ed ho scoperto anche che l'autrice, Antonella Scialdone (campana di origini, umbra di adozione) vive a Bologna! La vita è sempre piena di coincidenze strane!
Ad ogni modo domani andrò a comprare il volume... anche perchè alla fine la pasta madre l'ho preparata e questa volta direi proprio che è nata... ma questa è tutta un'altra storia che prestissimo pubblicherò... nel frattempo vi lascio con una foto in anteprima della mia creatura a 5 giorni dalla sua "nascita".


mercoledì 23 marzo 2011

Minestra di fagioli

Ieri sera ero in vena di ripulisti: sarà forse quest'aria primaverile che piano piano si sta affacciando sulla coda di un freddo inverno?! Ad ogni modo ho iniziato a tirar fuori dal congelatore tutti i vari sacchetti, contenitori e cartoni sopratutto per rendermi conto di cosa ho accumulato durante l'inverno e di cosa sarebbe il caso di utilizzare a breve. Sì perchè tendo, soprattutto nei mesi freddi, a mettere tutto da parte nel freezer e poi ovviamente mi dimentico di cosa potrei avere a disposizione. Ecco allora che ogni tanto tiro fuori ogni cosa (e ne approfitto per eliminare anche il ghiaccio che si è formato!) ed inizio a fare un elenco mentale dei vari piatti che posso "programmare" per un futuro prossimo.
Nel rovistare mi è capitato per le mani un bel sacchetto di fagioli borlotti (saranno circa mezzo chilo): ogni anno a settembre ne faccio una bella scorta, li sgrano tutti, li peso, li divido e li congelo per utilizzarli tutto l'anno. Dei 10 sacchetti che avevo fatto a suo tempo me n'è rimasto solo uno... che fare quindi? Direi proprio una bella minestra di fagioli, finchè la temperatura lo permette!




Ingredienti:
500 gr. fagioli borlotti freschi;
1 patata piccola;
1 cipolla bianca piccola;
1 carota;
1 costa di sedano;
10 pomodorini pachini;
80 gr. pancetta affumicata a dadini;
acqua;
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva

Procedimento:
Tritare finemente la cipolla, la carota e la costa di sedano.
In un capiente tegame (l'ideale sarebbe di terracotta) mettere a soffriggere dolcemente a fuoco basso il trito in olio di oliva per circa una decina di minuti.
Aggiungere i pomodorini tagliati a metà, la patata precedentemente sbucciata e tagliata a dadini ed infine i pezzetti di pancetta. Lasciare sul fuoco per circa un quarto d'ora mescolando spesso. Aggiustare di sale e pepe.
A questo punto aggiungere i fagioli, tenendone una manciata a parte che metterete a bollire in acqua fredda  con un pochino di dado vegetale sino alla cottura (devono però rimanere sodi e non devono rompersi).
Nel tegame dove stanno cuocendo tutti i nostri vari ingredienti, aggiungere acqua,  (la quantità dipende dalla consistenza finale che vorrete ottenere: se piace più cremosa e non volete cuocervi riso o pasta ne metterete  circa due litri altrimenti potete arrivare anche a tre) coprire il tutto e lasciare bollire a fuoco molto basso per almeno 3 ore (se utilizzate la pentola a pressione i tempi si riducono notevolmente).
Trascorso questo tempo, togliere dal fuoco e col mixer ad immersione frullare il tutto: se frullando vi accorgete che la minestra è troppo densa potete sggiungere l'acqua in cui avete precedentemente cotto il resto dei fagioli o anche un pochino di brodo vegetale. Aggiungete alla minestra i fagioli tenuti a parte.
A questo punto potete servire la minestra con un filo d'olio e del parmiggiano grattuggiato o oppure se preferite potete cuocervi dentro a piacere riso o pasta (in questo caso è necessario che la minestra sia molto liquida).

martedì 22 marzo 2011

E oggi cosa pubblico?


"E oggi cosa pubblico???"
E' la domanda che mi gira per la testa dal momento in cui mi sono svegliata quasta mattina. Risveglio tra l'altro molto inusuale: la sveglia non ha suonato e così sono rimasta nel mondo dei sogni un'ora in più rispetto al solito. Risultato: arrivata in ufficio con circa 15 minuti di ritardo! Meno male che il mio capo è comprensivo: la mamma è pur sempre la mamma!
Torniamo al quesito odierno: cosa scrivere? Le ricette non mi mancano di certo (cucino fin da bambina!) ma sono carente di immagini. Non mi soddisfa l'idea di scrivere una ricetta senza pubblicare il risultato del mio duro lavoro! Anche perchè sembrerebe di leggere un qualsiasi ricettario e allora tanto varrebbe aprire un libro di cucina! 
Non riesco nemmeno a cucinare prelibatezze ogni giorno: tra lavoro, palestra, ballo, partite di pallavolo della nostra squadra, il tempo a disposizione a volte è davvero scarso. Inoltre mica posso far diventare mio marito mille chili!
Inizialmente ho pensato di scrivere qualcosina di nuovo nella sezione "Parliamo di..." ma non mi sono preparata bene alcun argomento... a meno che io non parli di un "esperimento" che ho iniziato sabato ma sulla cui riuscita ho molti dubbi, visti i passati tentativi falliti. Sto parlando del Lievito Madre Senza Glutine. Quasi quasi....
E allora organizzo qualche idea e poi pubblico!


lunedì 21 marzo 2011

Polpette!!


Le polpette sono un ricordo legato alla mia infanzia. Rammento bene che la mia nonna le faceva con tutto ciò che trovava in frigorifero: carne del bollito avanzata, pezzetti di mortadella, gambo del prosciutto, pollo, pane raffermo, odori vari. Tritava tutto con un apparecchio dell'epoca di Garibaldi , per rimane in tema di Unità d'Italia e che ancora utilizza nonostante noi nipoti qualche anno fa per Natale gliene abbiamo regalato uno nuovissimo e all'avanguardia; e formava queste palline che poi tuffava in litri di olio. Ovviamente se  le polpettte fritte non andavano finite venivano riproposte il giorno dopo immerse in un buonissimo sugo di pomodoro. Da mia nonna, oltre all'amore per la cucina, ho sicuramente preso la capacità di non gettare via nulla!!!!

Ingredienti (per circa 30 polpette):
800 gr di carne di manzo tritata fine;
200/250 gr di mortadella tritata fine;
3 uova;
6 chucchiai di parmiggiano reggiano grattuggiato;
pan grattato senza glutine (io mi trovo molto bene con il Pan Gratì della Schar)
sale e pepe q.b.

Procedimento:

In una capiente terrina mescolare assieme la carne di manzo tritata, la mortadella tritata, le uova intere, il formaggio grattugiato e 2 chucchiai di pan grattato. Aggiustare di sale e pepe (fate attenzione a non esagerare perchè mortadella e formaggio insaporiscono già bene il composto).
Far riposare in frigorifero circa mezz'ora ben coperto.
Coprire bene il fondo di un piatto con il pan grattato. Con il composto formare delle palline e passarle ad una ad una nel pane, disporle su un piatto e lasciarle in frigorifero coperte con pellicola trasparente sino al momento di cuocerle.


Cottura:
Un discorso a parte è sicuramente il metodo di cottura. Mia nonna e mia mamma generalmente le polpette le friggono in abbondante olio: per quanto io sia golosa e mi piaccia mangiare non amo particolarmente utilizzare la frittura come metodo per cuocere i cibi preferndo strade altrnative che non tolgano gusto ai piatti ma non facciano male alla salute!
In genere per cuocere le polpette preparo un sugo di pomodoro e ci metto dentro la carne, lasciando bollire il tutto a fuoco molto basso per circa un'ora e mezza. 
Il sugo lo preparo mettendo sul fondo di un tegame un pochino di olio di mais con del peperoncino sbriciolato e lo scaldo un paio di minuti. Aggiungo lentamente della passata di pomodoro (spesso uso la conserva di mia suocera), insaporisco con sale e pepe ed aggiungo un paio di bicchieri di acqua: quando il sugo prende il bollore adagio le polpette in modo che siano completamnte coperte dal sugo e lascio cuocere. A piacere si possono aggiungere i piselli.
Siccome di polpette sabato me ne sono venute molte metà le ho cotte al forno. Ho adagiato su una teglia ricoperta di carta forno le mie polpette e le ho cotte a 180 gradi per 40 minuti: risultato ottimo!



domenica 20 marzo 2011

Petto di pollo... croccante


Diciamocelo francamente: il petto di pollo in se per se non è nulla di straordinario ma è un ingrediente economico, estremamente versatile e poco calorico.
Mio marito a volte dice che potrei pubblicare un libro di 365 ricette su come trasformare dei banali petti di pollo in piatti da gran gourmet. Nel frattempo pubblico questa ricetta facile e veloce ma molto gustosa.

Ingredienti (per 2 persone):
500 gr. petto pollo;
5/6 chucchiai abbondanti di farina di mais;
spezie a piacere (io utilizzo cumino, paprika e curry);
olio di mais;
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Tagliare il petto di pollo a pezzetti (se è intero) oppure a listarelle (se è a fette).
Mettere i pezzi in un contenitore tipo tuppeware ed aggiungere la farina di mais, le spezie ed il sale. Chiudere bene con il tappo ed agitare (consiglio di effettuare questa operazione con cautela sopra un canovaccio per eviare di spargere per tutta la cucina il mais...).

Scaldare in un tegame sufficientemente capiente l'olio di mais e "tuffarci" i pezzi di pollo impanati. Mescolare bene sin da subito (per staccare i bocconcini gli uni dagli altri) e con continuità.
Cuocere almeno 10 minuti e comunque finchè la panatura non diventa colorata e crocccante.
Servire su un letto di inslata (consiglio l'insalata con le mele ) o con altro contorno a piacere.

sabato 19 marzo 2011

Ciambella dell'Amicicia

La prima volta che Valentina (l'Amicicia) è venuta a cena a casa nostra è stato circa un anno fa. Ogni qualvolta che invitiamo persone a mangiare mi viene sempre un pochino di "ansia da prestazione" perché in casa mia tutto è gluten-free e non so mai come reagiranno le persone ai miei piatti. Inoltre mi pongo sempre il problema di ciò che, da buon galateo, gli ospiti porteranno, generalmente è un dolce! Ammetto che nel tempo mi sono accorta del fatto che gli amici sono molto disponibili (e ammettiamolo anche un po' curiosi) a provare la mia cucina senza glutine e che solitamente si informano da mio marito o da me su quale dolce preparare!
Tornando alla prima cena dell'Amicicia, quella sera Valentina si presentò con una stupenda ciambella, farcita con marmellata di kiwi, rigorosamente preparata senza glutine. Ricordo che rimasi molto colpita dal gesto... adesso ogni qual volta che Vale viene a cena sono certa che il dolce sarà un successo.
Vi riporto quindi la sua ricetta per questa ciambella che è davvero ottima, soprattutto la mattina inzuppata nel caffellatte!


Ingredienti:
200 gr farina riso;
100 gr burro;
100 gr zucchero;
2 uova intere;
lievito per dolci;
1/bicchiere di latte;

Procedimento:
Mescolare assieme tutti gli ingredienti (Valentina mi ha svelato che impasta per un tempo abbastanza lungo tutti gli ingredienti: in questo modo la ciambella rimane molto compatta e non si sbriciola) fino ad ottenere un impasto soffice e "spumoso".
Spolverare con zucchero a velo li fondo ed i bordi di uno stampo per dolci in silicone e versarci il composto.
Cuocere in forno ventilato (resistenze accese sia sopra che sotto) per 20/25 minuti.
Dopo aver lasciato raffreddare la ciambella, capovolgerla.