martedì 11 ottobre 2011

Torta di carote e mandorle (col Bimby)

Accidenti alle teglie al silicone! Mi si è bruciato il fondo... ma perché??? La torta sarebbe stata perfetta e invece... Oltretutto col silicone non si avverte nemmeno l'odore di bruciato e quindi me ne sono accorta quando l'ho sfornata... 
Togliendo il sotto con una delicata operazione di micro chirurgia il sapore è comunque ottimo... e per la prima colazione direi che è l'ideale: ricca di vitamine e con poche calorie (ho messo poco zucchero e solo 2 uova, senza nemmeno una traccia di latticini...).



Ingredienti:
300 gr. di carote lavate e "sbucciate";
50 gr. mandorle (io utilizzo quelle con la buccia);
2 uova;
150 gr. di zucchero di canna grezzo;
50 gr. di olio di semi di girasole;
1 bustina di lievito vanigliato per dolci;
300 gr. farina senza glutine (io ho messo 150 gr. di farina COOP e 150 gr. di fecola di patate).
zucchero a velo (a piacere).
Procedimento:
Inserire le mandorle intere e con la buccia nel boccale del bimby e tritarle a vel. 10 per 1 minuto. Si ottiene praticamente una farina di mandorle. Mettere da parte.
Dopo aver pulito e "sbucciato" le carote metterle a pezzi nel boccale del bimby e tritarle a vel. 5 per 2 minuti.
Aggiungere la farfalla nel bimby e mettere nel boccale le due uova intere con lo zucchero. Montare per 3 minuti a vel. 5.
Fermare il bimby ed aggiungere nel boccale: la farina, le mandorle, il lievito e l'olio. Impastare per 3 minuti a vel. "lenta".
Versare l'impasto nella tortiera (diametro 24 o 26 cm.) e infornare a 170°C per 45 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare. A piacere si può spolverare la superficie con zucchero a velo.

giovedì 6 ottobre 2011

Pomodori ripieni di riso e funghi

Sarà la gravidanza ma è qualche tempo che ho una forte nostalgia della mia infanzia. Sono nata e cresciuta in un palazzo dove eravamo tutti parenti... mi bastava scendere un paio di piani ed ero in casa dalle mie nonne. E nel palazzo c'erano anche alcune zia della mia mamma (stessa età delle nonne...). Non esistevano porte chiuse e a pranzo si andava in casa di chi quel giorno aveva deciso di cucinare. Ovviamente, essendo la maggioranza casalinghe da una vita, ogni pranzo era una festa... i piatti prelibati e la varietà non mancava. Ognuna poi aveva le sue specialità... Questa ricetta era una specialità della "zia Niva", sorella del mio nonno. Una donna "matriarca" di altri tempi, sempre col camicione ed il grembiule, che si alzava la mattina alle 4 o per andare a fare mercato o per impastare magari 15 uova di sfoglia per fare i tortelli per tutti. Non mangiamo più le sue specialità da qualche anno perché si sa che l'età avanza per tutti... ma le ricette (ovviamente tramandate a voce!) rimangono... ed ecco allora che domenica ho intrapreso la preparazione di questi pomodori ripieni... mi ci sono voluti 2 giorni di lavoro ma il risultato finale è stato eccellente.


Ingredienti (2/3 persone):
6 pomodori tondi grandi maturi ma sodi;
2 cucchiai di riso arborio per ogni pomodoro;
funghi secchi a piacere;
origano;
basilico;
parmigiano reggiano;
olio;
sale e pepe.

Procedimento:
Per prima cosa bisogna svuotare i pomodori. Innanzi tutto tagliare delicatamente la parte superiore del pomodoro e metterla da parte (senza buttarla). Con un piccolo coltello e un cucchiaino svuotare delicatamente ogni pomodoro facendo attenzione a non romperlo. Riunire il contenuto dei pomodori in una terrina. Salare l'interno dei pomodori e metterli a testa in giù dentro uno scolapasta (con sotto un piatto fondo) e riporli in frigo per almeno 24 ore.
Nel frattempo frullare la polpa raccolta dei pomodori, aggiungere olio, sale, pepe, origano ed il basilico e lasciare insaporire per qualche ora. Lavare per bene i funghi secchi e aggiungerli al pomodoro.
Trascorse almeno un paio di ore, mettere nel sugo il riso e lasciare "cuocere" a freddo: il riso rimanendo a mollo per circa 20 ore si gonfierà ed ammorbidirà come se fosse stato cotto. Se notate che il sugo di pomodoro è poco liquido potete aggiungere un mezzo bicchiere di acqua. Riporre in frigorifero.
Trascorse 24 ore aggiungere al riso 4/5 cucchiai di parmigiano reggiano gratuggiato, mescolare bene ed imbottire i pomodori con il riso facendo in modo che un pochino esca da sopra. Irrorare con un filo di olio di oliva. Coprire con il sopra dei pomodori (che abbiamo conservato sempre in frigorifero). Disporre i pomodori in una teglia.
Mettere in forno già caldo a 250°C per 30 minuti coperti con la stagnola. Trascorso questo tempo scoprire i pomodori e proseguire la cottura per altri 35/40 minuti (accendendo anche le resistenze superiori del forno).
Mangiare caldi!


mercoledì 28 settembre 2011

Scusate la latitanza ma....

... in questi due mesi non mi sono cimentata molto ai fornelli! Diciamo che le nausee non mi permettevano molto di cucinare e la voglia di piatti elaborati non era proprio presente....
Si perché, come forse avrete capito, stiamo crescendo in famiglia!
Ma adesso, finito il periodo peggiore, sono tornata me stessa ed è tornata anche la voglia di cucinare! Così eccomi nuovamente qui a postare le mie ricettine... e devo dire che il mio blog mi è mancato! Ma proprio non ce la facevo, nemmeno col pensiero, a sperimentare e provare... 
Tra l'altro ho sempre il bimby lì che mi aspetta e che da quando è entrato nella mia cucina è stato davvero poco sfruttato: abbiamo provato poche ricette e quelle realizzate riguardano piatti molto semplici (e "basici" se mi consentite il termine) tipo il riso al pomodoro, qualche impasto per i dolci... insomma nulla a che vedere c le sue reali potenzialità! 
Bene... Allora da domani si ricomincia a postare... 
Auguro nel frattempo una splendida giornata a tutti...




giovedì 4 agosto 2011

Ferie!

E da oggi pomeriggio sono ufficialmente in ferie!!!!!

Ci rivediamo il 29 agosto...

Ferie!

E da oggi pomeriggio sono ufficialmente in ferie!!!!!

Ci rivediamo il 29 agosto...

martedì 2 agosto 2011

Hamburger con formaggio e patate

Le ferie sono alle porte: ancora pochi giorni di lavoro e poi relax totale! Ho già detto al marito che non voglio nemmeno pensare cosa indossare la mattina... mi stacco la testa per 23 giorni e cerco di riposarmi il più possibile. Sono talmente stanca che oramai non  cucino nemmeno, nonostante il bimby nuovo che mi chiama, mi rifiuto categoricamente di pensare anche solo alla cena! Ho davvero bisogno di staccare un pochino... per poi ricominciare l'anno a settembre... eh già... dopo aver studiato svariati anni (in totale, dall'asilo all'Università, sono stati 22!) mi è rimasta questa idea che l'anno inizi in realtà a settembre e finisca con l'estate! Deformazione "scolastica" che però è salda dentro di me: c'è un non so che di nuovo quando si rientra dalle ferie e si torna alle proprie abitudini... anche se si fanno sempre le solite cose sembra che si respiri un'aria diversa... carica di aspettative e di progetti...
Tra le tante cose che ci aspettano in autunno c'è da qualche anno l'abitudine ad andare a "macellare" un vitello per poi dividerlo tra parenti (e non solo)... praticamente ci rivolgiamo ad un allevatore di fiducia che macella una sua bestia e ci porziona la carne. A casa poi viene pulita, suddivisa in contenitori e congelata... ci ritroviamo così il freezer pieno di ogni ben di dio: spezzatino, ossibuco, carne da brodo, bistecche, fiorentine, macinato... 
Proprio con ques'ultimo prepariamo degli ottimi hamburger (mia nonna, che ha di tutto in casa, possiede lo strumento adatto per schiacciare la carne trita e pressarla per ottenere quelle che lei chiama "svizzere" e che noi invece chiamiamo hamburger!
Ad ogni modo la carne è ottima e così ecco una preparazione facile e veloce per ottenere una cena completa!


Ingredienti:
2 hamburger (di carne rossa) a persona;
2 sottilette;
patate;
ketchup;
sale.

Procedimento:
Sbucciare le patate, lavarle e tagliare a rondelle dello spessore di qualche millimetro. Asciugarle bene, stenderle sulla placca da forno ricoperta di carta, aggiungere un filo di olio evo. Cuocere a 180/200°C finché saranno ben dorate da ambo i lati (girare con una paletta a metà cottura).
A circa 10 minuti dal termine della cottura delle patate scaldare molto bene una padella antiaderente (o una bistecchiera di ghisa) e cuocere gli hamburger girandoli una sola volta. Al termine della cottura salarli appena e mettere su ogni disco di carne il ketchup ed una sottiletta.
Prendere fuori dal forno le patate salarle e cospargere a piacere di ketchup.

lunedì 25 luglio 2011

E' arrivato!

Cosa? Vi domanderete voi...
Beh mio marito voleva che io lo prendessi già da qualche anno... ma visti i miei problemi con l'alimentazione fino a qualche mese fa non mi pareva proprio il caso. Ma lui a volte è più testardo di me e come una goccia ha continuato ad insistere sullo stesso argomento finché non mi ha convinta... ed io ho convinto anche altre persone!
Adesso sono eccitatissima e non vedo l'ora di sfruttarlo per preparare di TUTTO, ma proprio tutto!
Ops... ma non vi ho ancora detto di cosa si tratta... Siete pronti??? Il BIMBY!!!!!
Ebbene sì... l'ho preso, mi sono convinta e adesso è lì sul ripiano della mia bella cucina... che aspetta solo di mostrarmi quante cose possiamo fare assieme... quanta strada percorreremo... quanti esperimenti potremo improvvisare.... 
Ovviamente ringrazio il marito che ha insistito e la mia cara amica Laura che ha fatto con me la dimostrazione (e l'ha comprato pure lei... assieme a mia zia!)... non vi dico che argomenti ha usato il marito per convincermi (è presto ancora...) ma alla fine ha vinto lui!
Vi chiederete come mai tanta reticenza... beh ecco... io ho imparato a cucinare attraverso mia nonna e di certo lei il bimby non lo userebbe: sostiene infatti che la tecnologia è nemica della buona cucina (vi dico solo che per fare la sua superba e segretissima salsa verde da accompagnare ai bolliti misti il giorno di Natale, lei tagliuzza finemente tutti gli ingredienti a mano...)... quindi capite che nella mia testa un robot che fa tutto è come dire mangiamo pastiglie al gusto di cibo come gli astronauti!
Ma la dimostrazione a cui ho partecipato mi ha fatto decisamente cambiare idea... ho mangiato cose buone, genuine... e ho pensato che un aiutino (soprattutto in termini di "tempo") mi avrebbe proprio fatto comodo... così adesso il bimby c'è... e ho promesso al marito di usarlo, sfruttarlo e farne un aiuto-cuoco insostituibile (il capo chef rimango io, sia chiaro!). Insomma sarà come essere nella cucina di un ristorante: io dirigo ed il bimby esegue!
Così da oggi nel blog ci sarà una sezione in più... dedicata alle ricette che farò col bimby, rigorosamente senza glutine! Ma non mancheranno anche quelle "senza" il bimby... perché certe cose continuerò a farle a modo mio e senza alcun aiutino (soprattutto se l'origine è il ricettario segreto della nonna!).





venerdì 22 luglio 2011

Insalata di riso

Una cosa è certa: in estate le insalate sono d'obbligo! Fresche, leggere, poco impegnative (questo lo sostiene il marito che le mangia ma non le prepara!) e perché no "svuota" frigo.
Una delle più classiche insalate è sicuramente quella di riso, di cui ne esistono milioni di versioni: sfido chiunque a dire che ne ha assaggiate diverse e ne ha trovate almeno due con lo stesso sapore: impossibile!
Non vi nascondo che spesso e volentieri utilizzo i vasetti già pronti di condimento per insalate di riso (o pasta) con aggiunta personale di ingredienti ma devo ammettere che il retro gusto che lasciano non mi fa impazzire e così quando ho un pochino di tempo (e voglia!) preparo gli ingredienti ad uno ad uno... ed è tutta un'altra cosa!


Ingredienti (per questa in particolare!):
3/4 cucchiai di riso per insalate a persona;
1 peperone rosso;
carciofini sott'olio;
funghi sott'olio;
capperi (lavati per eliminare il sale);
olive verdi denocciolate;
tonno sott'olio;
pomodorini pachini:;
formaggio a pezzetti (tipo galbanino, emmenthal, scamorza, etc...)
qualche fogliolina di basilico:;
prosciutto cotto a cubetti.

Procedimento:
Lessare il riso (io lo lascio un pochino al dente), scolarlo, passarlo sotto l'acqua fredda per qualche istante e lasciare raffreddare aggiungendo un paio di cucchiai di olio di oliva in modo tale che i chicchi non si attacchino ma rimangano ben sgranati.
Nel frattempo tagliare a pezzettini tutti gli ingredienti e quando il riso sarà ben freddo mescolare tutto assieme.
Servire fredda. 

Nota: mio marito a volte ci aggiunge un cucchiaio di maionese...

lunedì 18 luglio 2011

Comunicazione urgente: cambio indirizzo del blog!

Buon inizio di settimana a tutti!!!! Mi auguro che voi abbiate passato un bel week end! Il mio è stato molto rilassante e piacevole: quasi un peccato venire al lavoro questa mattina! Ma mi consolo del fatto che mancano solo 20 giorni alle tanto sognate ferie!
Il post di oggi non è dedicato ad una ricetta ma vorrei dare una comunicazione "di servizio" urgente a tutti gli amici e a tutte le amiche che mi seguono: DA OGGI HO MODIFICATO L'INDIRIZZO DEL BLOG! Per alcuni problemi tecnici sopraggiunti nei giorni scorsi ho deciso di apportare questa modifica e pertanto da ora in avanti per potermi seguire l'indirizzo è:

Vi prego quindi di modificare il contatto per poter continuare a seguirmi proprio come fate ora. Chi nel proprio blog mi ha inserita tra i blog preferiti che segue deve modificare il link del blog... Chi avesse pubblicato qualche pagina del mio blog nei propri post (per citarmi, per un contest, etc...) dovrebbe cortesemente modificare il contatto. Basterà semplicemente sostituire il pezzettino di link "dadagennasi" in "dadaunacelicapercaso", lasciando tutto il resto invariato. 
Grazie di cuore a tutti voi per la collaborazione!

PS: traslocare un blog non è come dirlo... se vedete che qualcosa non va, ditemelo pure... così correggo!

martedì 12 luglio 2011

No-knead bread senza glutine

Eh già... ci son caduta anch'io, e più di una volta, nella realizzazione di questo pane meraviglioso sia per la semplicità della preparazione sia per l'ottimo risultato che si ottiene anche con le farine prive di glutine. 
Chi ama panificare avrà sicuramente provato almeno una volta questa tecnica e sono certa che converrà con me nell'affermare che il pane che si ottiene è davvero a livello di quello che si può acquistare nei migliori forni.
Felix e Cappera di "un cuore di farina senza glutine" ne forniscono almeno tre versioni nel loro blog, tutte realizzate rigorosamente con farine prive di glutine, e in questi mesi di visite qua e là nei diversi blog che seguo ho trovato spesso e volentieri questo bel pane...
Per una volta però ho voluto fare qualche ricerca più approfondita per capire da dove traesse le sue origini questo procedimento, pensando che fosse una qualche tradizione antica riscoperta casualmente in questo periodo in cui c'è un ritorno agli antichi sapori fatti in casa... Non è andata proprio così: l'idea infatti è di un tale Jim Lahey, della Sullivan Street Bakery di Manhattan a New York. Inizialmente l'informazione mi ha lasciata un tantino sconcertata: "ma come - mi sono detta - questo pane stupendo che tanto ricorda le nostre regioni ha origine a New York?"
Essendo come San Tommaso, mi sono informata meglio e dal sito ufficiale della Sullivan Street Bakery ho scoperto che Jim Lahey, il proprietario di questa Bakery sita nel cuore di Manhattan, avrebbe voluto dedicare la sua vita a fare lo scultore e proprio per questo motivo si è trasferito in Italia dove ha scoperto l'arte della panificazione. Ecco quindi che Lahey ispirato dai panettieri della Toscana e di Roma, è tornato a New York deciso a far sì che il pane "contadino" della campagna italiana trovasse casa in America.
A giudicare dalle numerosissime recensioni pubblicate dai più autoevoli quotidiani e riviste direi proprio che Jim è riuscito nel suo intento! Anche se le vere origini di questa tecnica sono di casa nostra (lo dicevo io!)
Ma torniamo alla tecnica del pane senza impasto (questa la traduzione di no-knead bread). L'idea di base è alquanto semplice: pane che si fa con pochissimo lievito (ma con più acqua) e che non si impasta! La lunga fermentazione di un impasto cosi' umido fa sì che le molecole di glutine si allineino per formare la maglia glutinica, senza la necessità di impastare. Il risultato e' un pane leggerissimo, profumato e con un alveolatura spettacolare: il tutto senza nessuna fatica!Questo induce a pensare che con le farine gluten free il risultiato non sia altrettanto spettacolare: niente di più falso! Posso garantire che la tecnica funziona perfettamente anche senza glutine!


Ingredienti:
450 gr. del mio mix per lievitati (180 gr. di Mix B Schar; 180 gr. Mix it! DS; 90 gr. LP Farmo)
400 mL di acqua;
6 gr. lievito di birra secco;
sale.

Procedimento:
In una terrina sciogliere il lievito di birra secco nell'acqua tiepida (circa 25°C). Aggiungere la farina a pioggia lentamente e mescolare per combinare tutti gli ingredienti, mettendo il sale solo alla fine: si otterrà un impasto molliccio e appiccicoso.
Coprire il contenitore con la pellicola trasparente e lasciare lievitare per 12-18 in un ambiente buio e "tiepido".
Al termine di questo tempo, rovesciare l'impasto su un piano ben infarinato (l'ideale è mescolare della farina di mais sottile con la mix it! DS) e con l'aiuto di una spatola ripiegarlo su se stesso un paio di volte. Con le mani infarinate dare rapidamente la forma di una palla e poi lasciarlo riposare circa 15 minuti coprendo con la ciotola capovolta. 
Infarinare abbondantemente, aggiungendo se vi piaccioni emi vari (tipo papavero, girasole, sesamo...), un canovaccio di cotone. Posarvi la palla di impasto con la chiusura sotto. Lasciar lievitare altre 2 ore.
Mezz'ora (anche quaranta minuti) prima che sia terminata la lievitazione, accendere il forno a 250°C e mettere dentro una grossa pentola (28-30 cm di diametro) che abbia il coperchio (può essere di ghisa, terracotta, pyrex o smaltata) affinche' si riscaldi molto bene.
Quando l'impasto e' pronto, togliere la pentola dal forno (fare attenzione a non bruciarsi!), infilare le mani sotto il canovaccio e rovesciare l'ìmpasto nella casseruola con la chiusura sopra, coprire e rimettere subito in forno. Dopo circa mezz'ora togliere il coperchio e proseguire la cottura per altri 15 minuit circa (finche' la superficie non è ben dorata). Far raffreddare su una gratella.





giovedì 7 luglio 2011

Pollo "Mexico e Nuvole"

"...Mexico e nuvole il tempo passa sull'America
il vento suona la sua armonica,
che voglia di piangere ho
Mexico e nuvole la faccia triste dell'America
il vento insiste con l'armonica,
che voglia di piangere ho..."

La cucina messicana, che noi in famiglia amiamo moltissimo, è famosa per i suoi gusti intensi e vari, decorazioni colorate e la gran varietà di spezie. La gastronomia messicana, se si guarda ai sapori e agli ingredienti, è una delle più ricche del mondo in proteine, vitamine e minerali.
Quando i conquistadores spagnoli raggiunsero Tenochtitlan (l'antica città su cui sorge ora Città del Messico), scoprirono che la dieta indigena consisteva principalmente di piatti basati su mais, conditi con peperoncini ed erbe e in genere accompagnati da fagioli e zucca. Nel tempo i conquistadores combinarono la propria dieta composta da riso, manzo, maiale, pollo, vino, aglio e cipolle con il cibo indigeno del Messico pre-Colombiano (che includeva cacao, pannocchie, pomodori, vaniglia, avocado, papaia, ananas, peperoncino, fagioli, zucca, patate dolci, arachidi e tacchino). Il totopo (una "tortilla" di mais salata cotta in forno a legna) potrebbe essere un risultato di questo connubio.
Gran parte del cibo messicano odierno è basato su tradizioni pre-ispaniche, comprese quelle azteche e maya, combinate con lo stile culinario introdotto dai coloni spagnoli. Le Quesadillas, per esempio, sono "tortilla" di farina o mais con formaggio (tipicamente un formaggio messicano morbido come il Queso Blanco), manzo, pollo, maiale e altro ancora; l'eredità indigena di quest'ultimo, come di molti altri piatti tipici, è il peperoncino (chili). Piatti come questi sono tipicamente molto colorati grazie alla ricca varietà di verdure (tra cui i peperoncini, i peperoni verdi, broccoli, cavolfiori e ravanelli) e di carni nel cibo messicano. Anche la cucina caraibica ha influenzato alcuni piatti Messicani, in particolar modo alcuni piatti regionali di Veracruz e dello Yucatàn. Infine l'occupazione francese ha a sua volta contribuito in qualche misura a formare la cucina attuale messicana.
I cibi messicani cambiano da regione a regione a causa delle differenze climatiche, geografiche, etniche e, non ultimo, a seconda della maggiore o minore influenza ispanica. La zona settentrionale del Messico è nota per la produzione di manzo e di conseguenza si distingue per le pietanze basate su queste carni. La zona meridionale, d'altra parte, è conosciuta per i piatti con verdure piccanti e pollo. I prodotti del mare vengono preparati in un modo chiamato "stile Veracruz".
Va distinta l'autentica cucina Messicana dalle Cal-Mex (di origine Californiana), Tex mex (di origine Texana) e da quella tipica dello stato USA del Nuovo Messico, che è diventata la più famosa, come i burritos. [cit. da Wikipedia: http://it.wikipedia.org]

Ingredienti:
400 gr. di petto di pollo;
vino bianco;
mix di spezie Messicane (io utilizzo il CHILI MEXICO della Cannamela);
peperoncini rossi freschi;
2 peperoni (verde e giallo);
fagioli rossi in scatola.
olio di mais;
concentrato di pomodoro.
sale.

Procedimento:
Come prima cosa tagliare a striscioline sottili il petto di pollo e i peperoni. Mettere tutto a marinare per almeno 4 ore (ma anche di più se avete tempo: io spesso preparo tutto il giorno prima e lascio marinare anche 24 ore) con il mix di spezie e il vino (va benissmo anche la birra, se preferite).
Trascorso il tempo della marinatura, scaldare in una wok l'olio di mais, metterci i peperoncini rossi tagliati finemente e il pollo con i peperoni tenendo a parte il liquido della marinatura. Cuocere per circa 10 minuti a fiamma viva rigirando spesso perchè non si attacchi. Abbassare la fiamma, aggiungere un mestolo di marinatura, un cucchiaio di concentrato di pomodoro e lasciare cuocere per circa  1 ora (anche 1 ora e mezza), aggiustando di sale.
Se durante la cottura il pollo si dovesse asciugare troppo aggiungere poco alla volta del liquido di marinatura. Circa 10/15 minuti prima del termine di cottura aggiungere i fagioli rossi ben sgocciolati e lavati.


Servire con tortilla di mais (io le ho trovate senza glutine in un negozio vicino a casa, ma si possono tranquillamente preparare... posterò preso la ricetta) e formaggio a fette (tipo sottilette, camoscio d'oro, emmenthal...).


martedì 5 luglio 2011

One Lovely Blog Award

Un premio per il mio blog. Un riconoscimento per la mia creatura che curo quasi fosse un figlio. Non parlo di un set di padelle o di formine in silicone per una creazione culinaria... no, no! Parlo di altro. Parlo di una gratificazione personale donatami da una persona che legge la mia vita attraverso dei post che non sono solo ricette di cucina ma parlano di me, di quella che sono e di ciò che faccio...
Il mio blog è nato più di un anno fa ma non l'ho curato e fatto crescere nel modo giusto all'inizio e così è stato riposto per un po' in un armadio a prendere polvere. Finché una mattina spinta dalla voglia di creare quei legami veri, nonostante di natura "eterea", che leggevo negli altri blog ho riaperto i battenti e mi sono lasciata travolgere da questo mondo di ingredienti e di episodi. E ho conosciuto persone vere che come me si raccontano ogni giorno e si lasciano avvicinare facendoti entrare nella loro cucina che diventa così un vero e proprio luogo di aggregazione seppur virtuale. Mi vengono in mente i tanti film visti dove le amiche a turno si incontrano le une a casa delle altre e si scambiano consigli, confidenze, ricette davanti magari ad un buon caffè o tè accompagnato da una bella fetta di torta al cioccolato: noi blogger facciamo un po' la stessa cosa ma con metodi adeguati ai nostri tempi! Ecco allora che ti emozioni quando scopri che una blogger aspetta un bebè, o ti arrabbi quando leggi che ad un figlio di un'altra blogger è successo qualcosa a scuola, o mandi un abbraccio virtuale ad una blogger che scopre di avere la figlia celiaca... insomma stare davanti al monitor e "navigare" tra le pagine dei nostri blog è il nostro modo di sederci davanti al bancone della cucina e fare delle chiacchiere!


Il premio "One Lovely Blog Award" che ho ricevuto oggi da il cucchiaio magico è un riconoscimento da donare col cuore ai blog che particolarmente ci piacciono, ci coinvolgono, ci fanno sentire a casa e che leggiamo con maggiore frequenza rispetto ad altri. Lo scopo di questo premio è di far sapere alle altre blogger che apprezziamo il loro impegno e la loro dedizione e di far quindi conoscere anche ad altri il loro "lavoro".
Ovviamente esiste un regolamento...

- linkare il blog che ti ha assegnato il premio (nel mio caso: ilcucchiaiomagico);
- raccontare sette cose di te:
  1. precisina;
  2. testarda (moltissimo);
  3. facilmente "infiammabile";
  4. leale;
  5. sincera (sempre e a volte anche troppo!);
  6. super-attiva (non mi spengo mai...);
  7. impaziente!
- assegnare il premio a 15 blog comunicandolo loro.
E qui viene la parte difficile... come si fa a scegliere??? Ogni blog che seguo mi piace! Ogni blogger ha qualcosa in cui mi ritrovo... ad ogni modo una scelta va fatta e così... eccola qua! Rigorosamente in ordine alfabetico e scelti tutti per mille ragioni diverse...
Spero che nessuno ci rimanga male se non si trova nell'elenco: vi assicuro che avrei messo 150 blog, altro che 15!
  1. Ai fornelli con la celiachia
  2. Cardamomo & Co.
  3. Il goloso mondo di Minu'
  4. In cucina senza glutine
  5. La celiaca pasticciona
  6. La gaia celiaca
  7. Le ricette dell'amore vero
  8. Le ricette di tina
  9. Mamma papera's blog
  10. Mangiami... senza glutine!
  11. Marcella in cucina
  12. Senza glutine per tutti i gusti
  13. Spunti e spuntini senza glutine
  14. Tra pensieri e ricette
  15. Un cuore di farina senza glutine
Un grazie a tutti per le numerose visite e un abbraccio di cuore!

lunedì 4 luglio 2011

Hamburger di tacchino al forno

Cosa si può fare con 4 pallidi e poco saporiti hamburger di tacchino che la moglie (cioè io) ha comperato per errore una volta tanto che fa la spesa? Mah... 
Ho guardato queste svizzere (si perché diciamocelo chiaro e tondo: gli hamburger sono le svizzere nostrane!) per un pochino... affranta e sconsolata (che cavolo credevo che fossero quando le ho prese dal banco della carne al supermercato??!!!) e non riuscivo a immaginarmi una cena decente... Ho pensato: "va beh che il marito mangia tutto e non si lamenta mai ma le svizzere da ospedale mi pare davvero eccessivo"!
Poi improvvisamente la vocina acuta della Parodi mi è rimbalzata nella testa e mi si è accesa una lampadina: impaniamo e cuociamo al forno...!!!! Siiiii!!!! Evvai!!!!! 
E così è venuto fuori questo esperimento che ci è piaciuto molto...


Ingredienti:
4 svizzere di tacchino;
pan grattato senza glutine;
farina di mais senza glutine;
2 uova;
parmigiano reggiano;
sale e pepe.

Procedimento:
Sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe. Cospargere su un vassoio la farina di mais, il pan grattato ed il parmigiano reggiano grattugiato ben mescolati assieme (volendo potete aggiungere un pochino di prezzemolo tritato), salare e pepare il composto.
Passare ogni svizzera prima nell'uovo e poi nel mix di pane/farina. Eliminare l'eccesso e ripetere l'impanatura una seconda volta. Adagiare le svizzere impanate sulla leccarda del forno coperta con carta.
Cuocere in forno caldo (almeno 220°C) per circa 30 minuti, girando le svizzere a metà cottura. Controllare che la panatura sia croccante e non troppo "morbida".
Servire calde.




mercoledì 29 giugno 2011

Pizza alta (senza glutine) con friggitelli

Se raccontassi in questo post la giornata di ieri potrei battere Dante e la sua Divina Commedia (e se vogliamo citare la pubblicità di una nota marca di "carta igienica": altro che un rotolo ci vorrebbe)... 
Non vi preoccupate non vi tedierò col fatto che la fortuna è cieca sicuramente (e secondo me anche muta, sorda, zoppa, insomma e un po' sfigata!) ma la sfiga (appunto) ci vede, ci sente, parla troppo e vincerà qualche maratona da gran che è in forma! Quest'anno lo ricorderò sicuramente per molto tempo e spero che non sia vero ciò che ripete sempre mia nonna e cioè che potrebbe anche andare peggio! Che poi dico io: potrebbe anche qualche volta andare meglio o no? Attendiamo quindi questi benedetti tempi migliori e andiamo avanti per la nostra strada nonostante tutto... si perché forse la nonna ha ragione e in fondo c'è sempre qualcosa di peggio rispetto ai nostri problemi...
Ad ogni modo ieri pomeriggio il marito è nuovamente rimasto a piedi... e ci sono volute circa quattro ore perché lo andassero a recuperare e lo portassero a casa... perché ovviamente non si rimane mai appiedati a 1 km da casa ma sempre quando ci si trova in un paesino sperduto in mezzo al nulla su per qualche monte! E meno male che esistono i suoi genitori che in questi casi partono e lo vanno a recuperare anche al polo nord se è necessario... sì perché la moglie (io ovviamente) lavora, lava, stira, cucina e pensa a mille cose e mica può mettersi in macchina alle 8 di sera per fare 50 km di curve con la sua microscopica utilitaria solo per andare a recuperare il marito arrabbiato e allo stesso tempo affranto!
Così ieri dopo il lavoro, mentre spendevo circa 100 euro di traffico telefonico per avere notizie "ansa" sul marito (che ovviamente essendo seduto su una panchina in mezzo al nulla ad aspettare un carro attrezzi non aveva nulla di meglio da fare che trattenere la moglie al telefono per non annoiarsi) sono andata diretta a casa senza nemmeno passare per la palestra a sfogare un po' la frustrazione e ho pensato bene di fare la pizza... tanto il tempo di lievitazione ce lo avevo tutto: ero ben conscia che il caro marito non sarebbe arrivato prima delle 9...
Ho così fatto un triplo esperimento: mix di farine nuovo (o meglio rivisitato), cottura diversa e condimento innovativo! Devo dire che la cena è stata superlativa e ha rianimato il marito affranto!

Iniziamo dal mix di farine... non voglio assolutamente competere con Felix e Cappera (non sarò mai ai loro livelli!) ma devo dire che questo nuovo mix che sto utilizzando già da qualche settimana per gli impasti lievitati (sia con lievito di birra che con lievito in polvere istantaneo) mi sta dando grandi risultati! Praticamente mescolo assieme in una enorme contenitore tupperwere le seguenti farine: 1 kg. di Mix it! della DS, 1 kg. di Mix B della Schar e 500 gr. di LP low protein della FARMO... Questa è una delle miscele di farine migliori che io abbia mai utilizzato per panificare!

Per la cottura invece ho utilizzato il forno "normale" (generalmente cuociamo la pizza nel forno per pizza rotondo della Ferrari): ho steso il mio bell'impasto sulla placca del forno rivestita di carta, l'ho lascita lievitare circa mezz'ora, l'ho condita e poi cotta per circa 20/25 minuti a 220°C!

Il condimento?? Friggitelli precedentemente cotti (vedere la ricetta qui).


Ingredienti:
450 gr. del mix di farine sopra descritto;
1 cubetto di lievito di birra;
350 ml di acqua tiepida;
passata di pomodoro;
mozzarella di bufala per pizza;
friggitelli cotti.
zucchero;
sale;
olio.

Procedimento:
Ho sciolto il lievito nell'acqua tiepida aggiungendo mezzo cucchiaino di zucchero. Nella macchina del pane (programma impasta e lievita) ho impastato la farina con il lievito. Quando tutto si era ben amalgamato ho aggiunto olio e sale. Terminato di impastare ho lasciato lievitare nella mdp.
Finito il programma ho "scaraventato" l'impasto sulla spianatoia ben infarinata ho impastato a mano per 5 minuti e poi ho steso l'impasto nella placca del forno ricoperta di carta. Unto con poco olio la superficie dell'impasto, ho coperto con un canovaccio e ho lasciato lievitare per mezz'ora.
Ho poi versato la passata di pomodoro sulla pasta, aggiustato di sale e cosparso con un po' di origano e aggiunto i friggitelli cotti. Infornato per 10 minuti a 220°C (resistenze solo sotto , non ventilazione). Trascorsi i 10 minuti ho messo la mozzarella (precedentemente tagliata a pezzetti) e ho informato per circa 15 minuti sempre a 220°C ma con le resistenze accese sia sotto che sopra. Gli ultimi 5 minuti ho acceso anche la ventilazione.


Scusate per le foto... ma erano più delle 9 ed avevamo una fame pazzesca... quindi non abbiamo pensato molto alla "grafica"!



lunedì 27 giugno 2011

Spaghetti di soia alle verdure

Il week end appena trascorso è stato molto bello. Mio marito, dopo aver passato brutti momenti nelle settimane passate, ha finalmente ritrovato un pochino della sua immensa voglia di vivere e quindi ci siamo goduti appieno queste due splendide giornate di sole. Abbiamo definito le ferie di agosto, prenotato il camper per la nostra vacanza in Provenza e trascorso una splendida domenica all'aria aperta passeggiando per i boschi di Villa d'Aiano.
Uno degli aspetti che sei anni fa mi ha fatta innamorare di mio marito è il fatto che si appassiona a tutto ciò che prova a fare. Io non ero affatto così, anzi generalmente se mi piaceva fare una cosa cercavo sempre di fare sempre quella e il cambiamento o lo sperimentare non facevano per me. Da quando trascorro la mia vita accanto al marito la sua intraprendenza e voglia di vivere mi hanno contagiata ed ho scoperto che si possono fare assieme mille cose diverse divertendosi come matti... Un esempio? Qualche anno fa, quando ancora c'era il mio splendido cane Bart (un corso di 55 Kg!) abbiamo trascorso dieci splendidi giorni di ferie nella mia casa di Montecreto (paese montanaro sull'Appenino Modenese, a pochi chilometri dalla ben più nota Sestola). Sono partita poco convinta: allora ero dell'idea che le ferie estive fossero solo quelle al mare e credevo che la montagna fosse assai noiosa! Ma ben presto mi sono dovuta ricredere e oggi ricordo quelle giornate con grande gioia e serenità: mio marito mi ha trasmesso la passione per le lunghe camminate nei boschi immersi nella natura e nel silenzio che solo quei luoghi sono capaci di trasmettere.


Ecco allora che ieri, per scacciare un po' di nubi che aleggiano ultimamente sul marito, ho deciso di andare a fare una bella camminato lungo l'Orrido di Gea, un piccolo canyon scavato nel corso dei millenni dalle acque del torrente che con il suo impeto ha creato buche e marmitte piene di acqua cristallina. E' stata una giornata bellissima che ci ha regalato serenità, pace e felicità!


Tornati a casa nel tardo pomeriggio ho cotto qualche verdura dell'orto di mio suocero ed il marito ha chiesto di usarle per condirci gli spaghetti di soia... detto fatto!


Ingredienti:
2 melanzane non troppo grandi;
2 zucchine;
2 peperoni piccoli (uno rosso ed uno giallo);
peperoncino fresco;
olio di semi di mais;
spaghetti di soia;
salsa di soia (quella della kikkoman è senza glutine);
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Tagliare la melanzana a tocchetti, metterli in uno scolapasta, cospargere di sale grosso e lasciare a buttare fuori l'acqua per circa un'oretta.
Nel frattempo tagliare a pezzettini le zucchine e i peperoni, privandoli dei semini interni.
In una larga padella (la wok sarebbe l'ideale) mettere a scaldare 2/3 cucchiai di olio di semi di mais, metterci il peperoncino fresco tagliato a rondelline e poi aggiungere le verdure (le melanzane vanno sciacquate bene ed asciugate). Lasciare cuocere per circa 45 minuti, bagnando con un pochino di acqua se si dovessero asciugare troppo. Salare e pepare a piacere.
Nel frattempo mettere a mollo in abbondante acqua fredda gli spaghetti di soia in modo che diventino morbidi. 
Quando le verdure saranno cotte, scolare bene gli spaghetti di soia e tuffarli nel tegame con le verdure, alzare la fiamma, versare 2 cucchiai abbondanti di salsa di soia e lasciare cuocere 5 minuti (non di più) girando continuamente gli spaghetti con due forchette in modo che non si attacchino tra loro.
Servire caldi.


mercoledì 22 giugno 2011

Coniglio profumato

 
Siete mai stati a Ischia? L'isola dove "si mangia, si beve e si fischia"? Bhè se non avete mai avuto occasione di visistare questa splendida isola vi consiglio vivamente di farlo. Ischia è un piccolo paradiso in terra: i colori, gli odori, i sapori e i "rumori" sono davero unici. C'è qualcosa di magico in questa isola così pittoresca... saranno gli ischitani così gentili ed ospitali (mi raccomando non chiamateli napoletani), sarà il mare così pulito e trasparente, saranno le acque termali così calde e rilassanti o il cibo genuino e semplice fattosta che a Ischia si sta devvero bene. Ho avuto la fortuna di passarci spesso le vacanze sia estive che di Pasqua e devo ammettere che nessun posto al mondo ha il potere di rilassarmi e riequilibrarmi così tanto come Ischia. Passare le giornate in piscina potendo scegliere tra acque termali a diverse temperature, passeggiare per i paesi osservando colori brillanti, osservare la calma con cui gli ischitani vivono le loro giornate non ha prezzo...


Per alcuni sarà una sopresa sapere che la vera specialità gastronomica locale sia il coniglio "da fossa" cotto con un mix di erbe fresche tipiche del sud Italia e con qualche pomodoro.  Il coniglio è il simbolo del legame profondo degli ischitani con la terra e dei rapporti comunitari che questo legame implica. La tradizionale “conigliata”, infatti, veniva organizzata in occasione dell’inaugurazione di una nuova casa per celebrare lo sforzo collettivo per l’opera di costruzione, e in particolare, la fase finale di consolidamento del tetto.(cit. da  presidi slow food). Molto singolare il metodo di allevamento, che avviene in fosse scavate nel terreno profonde anche tre, quattro metri dalle quali si diramano cunicoli scavati dai conigli stessi. Il coniglio, quindi, ha a disposizione un ambiente che si avvicina a quello naturale e, soprattutto, ha la possibilità di muoversi e scavare; le sue carni sono, per questa ragione, più sode e saporite di quelle degli animali allevati in gabbie. 
Ovviamente a Ischia hanno le loro tradizioni per la icetta del coniglio e spesso col sugo  vengono conditi i bucatini. Io non avevo a disposizione il coniglio leporino (questa è la varietà allevata in fossa nell'isola) e anche le erbe ed i pomodori qui nel nord hanno un altro sapore. Ma la ricetta è fedele alle indicazioni ricevute da una coppia di ischitani doc, carissimi amici di famiglia, e che nell'isola hanno uno stupendo albergo.


Ingredienti:
coniglio a pezzi;
olio extra vergine di oliva;
2 spicchi di aglio;
peperoncino (meglio se fresco);
un bicchiere di vino bianco;
pomodorini;
rosmarino;
basilico;
prezzemolo;
timo;
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Mettere i pezzi del coniglio a marinare in aceto per almeno 8 ore. Trascorso questo tempo lavare bene tutti i pezzi, asciugarli e metterli in un tegame antiaderente a fiamma viva per alcuni minuti in modo che buttino fuori l'acqua. Togliere i pezzi dal fuoco e metterli da parte.
In un capiente tegame scaldare l'olio e far soffriggere dolcemente i due spicchi di aglio schiacciati (ma non tagliati a pezzi, devono rimanere interi) con il peperoncino.Dopo pochi minuti adagiare i pezzi di coniglio nel tagame e far rosolare bene. Sfumare con il vino bianco.
Aggiungere le erbe fresche a foglia intera e i pomodorini. Lasciare cuocere a fuoco dolce per almeno un'ora e mezza aggiungendo acqua se si dovesse asciugare troppo il sugo. Aggiustare a piacere di sale e pepe.

lunedì 20 giugno 2011

Spezzatino (una copia non originale della beef bourguignon)

Dopo una lunghissima settimana di latitanza dovuta a problemi in famiglia (non vi deprimo con le mie cose perché questo è il mio angolo felice!) eccomi nuovamente qui a postare questa ricettina realizzata "ad occhio e croce" ieri sera!
Tutte noi food blogger avremo sicuramente visto il film Julie & Julia. Ai tempi dell'uscita al cinema di questo bellissimo movie con Meryl Streep e Amy Adams (tratto dai libri Julie & Julia. 365 giorni, 524 ricette, una piccola cucina di Julie Powell e My Life in France di Julia Child e Alex Prud'homme) io mi trovavo in un periodo in cui il mio rapporto col cibo era molto difficile ed ancora nella mia testa era inconcepibile che io potessi gestire un blog di cucina. Però quel film ha lasciato qualcosa di estremamente positivo in me e mi ha aiutata a ritrovare la gioia di cucinare e condividere l'amore per il cibo con le persone.
Sicuramente una delle ricette che maggiormante mi sono rimaste impresse è la beef bourguignon e da un paio di anni mi prometto di farla ma poi c'è sempre qualcosa che mi manca: una volta la pancetta, una volta le carote, una volta la ricetta... insomma non ci sono ancora riuscita! Ma ieri sera ci sono andata molto vicina... mi mancava la pancetta e forse ho un po' rielaborato a modo mio la ricetta... ma il risultato è stato sorprendente! 
Solo una piccola nota tecnica: la cottura l'ho effettuata tutta sul fornello (senza accendere il forno... perchè ieri a Bologna c'erano la bellezza di quasi 30 gradi) dentro al tajine di terracotta.
 

Ingredienti:
500 gr. di manzo per spezzatino (tagliato a pezzetti);
olio extravergine di oliva;
brodo q.b.;
2 carote;
1 costa di sedano;
1 cipolla rossa;
1 bicchiere di vino rosso (corposo);
concentrato di pomodoro;
sale e pepe.

Procedimento:
Coprire interamente il fondo del tajine con olio extravergine di oliva ed iniziare a scaldarlo. Nel frattempo asciugare bene con carta assorbente i pezzetti di carne e "tuffarli" poco per volta nell'olio caldo in modo da rosolarli bene esternamente senza cuocerli troppo internamente. Scolarli e metterli a riposare in un piatto (in modo che la carne perda anche l'acqua in eccesso). 
Tagliare a pezzetti le carote, la costa di sedano e la cipolla e mettere tutto a rosolare nel medesimo olio utilizzato per la carne. Quando le verdure saranno sufficientemente ammorbidite senza però che si brucino o si secchino troppo, aggiungere la carne, il sale, il pepe e il bicchiere di vino rosso. Lasciare evaporare per alcuni minuti ed aggiungere il concentrato di pomodoro e un paio di mestoli di brodo. Abbassare la fiamma, coprire la tajine e lasciare cuocere circa un paio d'ore. Trascorso questo tempo, nel caso che il sugo sia ancora troppo liquido, togliere il coperchio, aumentare la fiamma e far restringere.
Servire caldo.



lunedì 13 giugno 2011

Crescentine fritte (senza glutine e senza lattosio)


Quando ancora mangiavo col glutine non amavo particolarmente le crescentine fritte: potendo scegliere infatti mi gustavo molto di più le tigelle... Ma si sa che le privazioni fanno venir voglia anche di quelle cose che prima non ci piacevano tanto... e così era da qualche tempo che al solo pensiero delle crescentine mi veniva l'acquolina in bocca. Anche il marito non le ama particolarmente perché dopo averne mangiate 2/3 si stanca del sapore ma da quando ha saputo che ne facevo una gran voglia, mi ha chiesto più volte di provare a farle.
Premetto che prima di scoprirmi intollerante al glutine non le ho mai fatte in casa preferendo di gran lunga andarle a mangiare fuori (a Bologna moltissime trattorie propongono come piatto forte tigelle e crescentine e quindi è facile trovarle!) pertanto non avevo nemmeno idea di come realizzarle! Ma fortunatamente la zia del marito le fa spesso e le vengono (anni fa le ho assaggiate) buonissime. Quindi ho chiesto la ricetta a lei e l'ho adattata senza glutine. Vi posso assicurare che non c'è alcuna differenza, se non il fatto che le crescentine in versione gluten-free sono molto più leggere e a mio avviso assorbono molto meno olio!


Ingredienti:
80 gr. farina senza glutine MIX B (Schar);
80 gr. farina senza glutina MIX IT! (DS);
40 gr. farina senza glutine LP low protein (FARMO);
3/4 gr. xantano;
7/8 gr, lievito di birra fresco;
mezza bustina di lievito istantaneo per torte salate;
100 mL di latte di soia;
2 cucchiai di olio di oliva;
2 cucchiaini di sale.
olio per frittura.

Procedimento:
Nell'impastatrice mescolare tutti gli ingredienti secchi (eccetto il sale). Sciogliere il lievito di birra nel latte di soia ed aggiungere il liquido iniziando ad impastare. 
Quando gli ingredienti si saranno mescolati per bene aggiungere l'olio ed il sale e continuare ad impastare per almeno 5 minuti. Si deve ottenere una pasta liscia ed omogenea ma un pochino appiccicosa e morbida.
Rovesciare l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata (ma non eccedere per non indurire troppo l'impasto) e lavorare con le mani per dare la forma di una palla. Lasciare riposare per circa mezz'ora coperto con una terrina.
Mettere a scaldare l'olio un tegame dai bordi alti ma non troppo largo di diametro e nel mentre stendere l'impasto col mattarello sino ad ottenere una sfoglia alta circa mezzo centimetro. Tagliare dei rombi non troppo grandi (in questo modo le crescentine cuoceranno bene e si gonfieranno molto) e tuffarli poco per volta nell'olio bollente girandoli spesso sino a doratura. Scolare bene le crescentine, asciugarle con un pochino di carta assorbente e mangiarle calde farcite con salumi e formaggi a piacere.

sabato 11 giugno 2011

Pan Cake al basilico e pomodorini secchi


A forza di svuotare frigo, congelatore e dispensa in casa non ho proprio più nulla! Nemmeno un uovo, tant'è che questo pan cake l'ho dovuto realizzare senza! Infatti ieri sera nella mezz'ora di viaggio che dal lavoro impiego ad arrivare a casa ho fatto una check list di quello che potevo avere per preparare una cena... pensa che ripensa mi convinco a provare un pan cake salato con basilico (che cresce forte e rigoglioso sul davanzale della finestra in cucina) e qualche povero e solitario pomodorino secco sott'olio che mi è avanzato in frigorifero... In versione salata non ho mai fatto il pan cake (in genere lo faccio dolce) ma mi son detta che tolto lo zucchero e messo il sale (ovviamente in quantità molto diverse!) e sostituito il lievito per dolci con quello per torte salate alla fine il risultato non cambia! Quando però sono arrivata a casa ed ho aperto lo sportello del frigo ho visto con grande disappunto che non avevo nemmeno un uovo! Come fare? Come quelli di Faenza, ovvero senza! (I modi di dire della nonna...).
Ovviamente mica potevamo cenare solo con quello! E così ho deciso (con mia grande rassegnazione) a provare il caciucco alla livornese (già pronto) di una nota marca di prodotti surgelati e non...
Premetto che non mi piace utilizzare i piatti già pronti ma questa busta l'avevo presa al supermercato qualche tempo fa assieme al marito perché era in super offerta di lancio... ed abbiamo pensato che fosse comoda da tenere a portata di mano per qualsiasi emergenza... Ieri sera era un'emergenza! Ovviamente (ma quella è una mia deformazione "professionale") sono partita già con l'idea di modificare il piatto in corso d'opera... prima di tutto perchè la confezione avrebbe dovuto essere per 4 persone ma io so che in realtà con questi prodotti la quantità basta a mala pena per 2 persone e poi perché avevo nel congelatore qualche pisello surgelato da finire e una manciata di misto pesce surgelato... Il risultato finale ha superato le mie aspettative e la cena ci ha pienamente soddisfatto anche se (piccola soddisfazione personale) mentre mi aiutava a sparecchiare il marito ha detto: "Non era per niente male, ma il tuo caciucco è tutta un'altra cosa!"
Comunque oggi il marito andrà a fare finlamente una spesa... molto grossa a giudicare dal vuoto in casa!

Ingredienti (per uno stampo piccolo):
3 cucchiai di farina senza glutina Brot Mix della Schar;
1 cucchiaio di farina senza glutine Mix B della Schar;
mezza busta di lievito istantaneo per torte salate;
2 cucchiaini di sale;
1 bicchiere colmo di latte (io ho usato quello di soia);
4 cucchiai di olio di mais;
un pizzico di zucchero;
7/8 foglioline di basilico fresco;
5/6 pomodorini secchi.

Procedimento:
Mescolare tutti gli ingredienti secchi, lievito compreso. Aggiungere l'olio e il latte fino ad ottenere un composto omogeneo abbastanza morbido. Aggiungere il basilico tagliato grossolanamente e i pomodorini a pezzetti. Versare il tutto in uno stampo piccolo al silicone (io ho usato quello della Tupperware).
Cuocere per almeno 40 minuti a forno già caldo (circa 180°C) controllando a fine cottura con uno stuzzicandenti che l'intrno sia asciutto.


mercoledì 8 giugno 2011

Risotto asparagi e tonno

Cosa succede quando in frigorifero hai solo un mazzo di asparagi un po' vecchiotto (e magari "rinsecchito") e devi inventarti una cena che sia una novità? Si iniziano ad aprire tutti gli sportelli della cucina alla ricerca di qualche altro ingrediente che possa stare bene e che possa dare sostanza al piatto... Ecco allora che troviamo del riso (in casa mia mica può mancare, che celiaca sono?!) e una piccola scatola di tonno sott'olio (beh almeno non è quello al naturale!)... Inizio a elaborare...
Telefonata al marito:
IO: "Amore senti ti andrebbe un risotto?"
IL MARITO: "Sì certo, va bene tutto"
IO: (penso: che spettacolo di marito che mangia sempre tutto e non fa mai storie): "Ah ok, allora ho degli asparagi... magari uso quelli! che dici?!"
Il MARITO: "Abbiamo degli asparagi? Ho fatto la spesa 15 giorni fa, da dove vengono? Comunque va benissimo tutto quello che prepari"
IO: "eh sì... gli asparagi sono sempre quelli... ma se li spadello con un pochino di olio non si capisce che sono vecchietti. E poi pensavo amore, secondo te ci sta bene il tonno nel risotto con gli asparagi?"
IL MARITO: "Direi di sì. Non l'ho mai mangiato ma mi ispira. Il tonno secondo me sta bene con tutto!"
IO: "Allora provo... vediamo cosa salta fuori".
E' così che nascono molte mie ricette: non ho niente, metto assieme ciò che trovo in giro, mi consulto col marito e poi agisco. Di solito gli esperimenti funzionano e sono molto graditi dal marito (a volte anche da poveri amici che fanno da cavie ignare...) ma devo essere onesta che in qualche occasione ho sbagliato clamorosamente e il risultato era di cattivo gusto!


Questo risotto è un esperimento ben riuscito: il marito ha ragione nel sostenere che il tonno sta bene con tutto, anche nel risotto!

Ingredienti:
1 mazzo di asparagi (magari fresco!)
1 scatoletta di tonno sott'olio da 80 gr. (ogni 2 persone);
4 cucchiai colmi di riso a persona;
1 litro di brodo (vegetale o di carne);
olio di oliva.
mezzo bicchiere di vino bianco.
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Tagliare gli asparagi a rondelle e metterle a soffriggere dolcemente nell'olio (fiamma bassa). Se si asciugano molto bagnare con un mestolo di brodo e lasciare ammorbidire. Aggiungere il tonno ben sgocciolato e lasciare soffriggere pochi minuti. 
Aggiungere il riso, far tostare per pochi secondi e bagnare con mezzo bicchiere di vino bianco. Quando il vino sarà evaporato lasciare cuocere il risotto in abbondante brodo.
Al termine della cottura, aggiustare di sale e pepe ed aggiungere un filo di olio a crudo.


Un dettaglio: ho guarnito il piatto con una mozzarella tagliata a fette (stava per scadere!) e qualche foglia di basilico fresco.