giovedì 31 marzo 2011

Omelette prosciutto e formaggio

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"God save the... eggs"!
E' proprio il caso di dirlo: dopo quasi 3 settimane che nè Andrea nè io abbiamo il tempo materiale di andare a fare una spesa che si possa definire tale... le uova ieri sera hanno salvato la cena!
Nel nostro frigorifero le uova non mancano mai: tra dolci, spennelate sul pane, impasti e quant'altro tengo sempre un cartone da sei. Inoltre da quando sono intollerante al glutine ed è Andrea ad occuparsi della spesa (detesto vagare per le corsie dei supermercati alla ricerca di ciò che mi serve circondata da persone che cercano di colpirmi coi carrelli come se fossimo agli autoscontri) abbiamo sempre una scorta di salumi in vaschetta rigorosamente certificati senza glutine!
Ecco allora che ieri sera quando sono arrivata a casa e mi sono resa conto che nel mio frigorifero persino un topo sarebbe morto di fame, ho ringraziato che almeno le uova fossero lì ad aspettarmi!


Ingredienti (per un omelette):
2 uova grandi;
un cucchiaio di parmiggiano reggiano grattuggiato;
sale e pepe q.b.
3 fette di prosciutto (in questo caso è crudo, ma va benissimo anche quello cotto);
1 sottiletta (o fontina a fette);
olio di mais.

Procedimento:
Con una forchetta sbattere energicamente le uova con il parmiggiano, il sale e il pepe.
In un tegame di piccole dimensioni scaldare un filo di olio e versarsi le uova, lasciare cuocere bene da un lato e poi girare con una paletta l'omelette. 
Quando anche l'altro lato si sarà cotto, adagiare sulle uova le fettine di prosciutto e la sottiletta, chiudere a metà l'omelette e lasciare sul fuoco basso per qualche minuto.
Servire caldo.

mercoledì 30 marzo 2011

Crema di cavolfiore

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Ingredienti:
1 cavolfiore;
2 patate;
1 bicchiere di latte;
1 uovo;
1 cipolla piccola;
burro;
sale e pepe q.b.
parmiggiano.

Procedimento:
Lessare il cavolfiore in acqua bollente salata per 10/15 minuti (deve rimanere sodo). Scolarlo e tenere a parte l'acqua di cottura.
In un tegame soffriggere la cipolla tagliata sottile con un pochino di burro sino ad imbiondirla ma senza che diventi scura. Unire il cavolfiore ridotto a pezzetti e rosolare bene. 
Bagnare il tutto con un mestolo abbondante di acqua di cottura e lasciare restringere un pochino.
Aggiungere le patate sbucciate e tagliate a pezzettini piccoli e lasciare cuocere per circa 30 minuti a fuoco basso, aggiungendo se necessario altra acqua di cottura.
Trascorso il tempo necessario, togliere dal fuoco e con il mixer ad immersione ridurre ad una crema.
Aggiungere un bicchere di latte, una noce di burro ed aggiustare di sale. Se la crema dovesse risultare troppo densa potrete aggiungere ancora acqua di cottura rimettendo poi il tutto sul fuoco per circa 5/10 minuti (non oltre).
Sbattere un uovo con un chucchiaio di parmiggiano reggiano grattugiato, unirlo alla crema, spolverare con il pepe e servire calda.
A piacere si possono aggiungere dei crostini, rigorosamente senza glutine!

martedì 29 marzo 2011

Pane "sesamo" senza glutine con pasta madre

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Eccola! La mia prima "pagnotta" a lievitazione naturale!
Quando ha iniziato a lievitare e l'ho vista bella gonfia nel forno quasi mi commuovevo! Certo il lievito è ancora molto giovane e non ha ancora la sua massima resa ma funziona! Adesso sarà mia premura farlo "crescere" in modo che diventi sempre più forte e possa regalarci pane e pizza buonissimi! 
E' proprio vero quello che ho letto nei vari blog: una volta "nato" il lievito madre diventa una parte della famiglia! Ieri sera ho detto ad Andrea: "Ops... mi sono dimenticata di dare da mangiare al LM (Lievito Madre): a momento lo uccido!"... Eh che "mamma" sbadata!
Ingredienti:
350 gr. di lievito madre;
500 gr. di mix farine senza glutine (250 gr. FARMO + 250 gr. MIX IT! DS);
200 ml di acqua tipida;
1 chucchiaino di sale;
olio;
sale;
semini di sesamo.

Procedimento:
Sciogliere il lievito madre nell'acqua ed aggiungere lo zucchero.
Lentamente aggiungere la farina ed iniziare ad impastare. Per ultimi aggiungere sale e olio.
Lavorare un pochino l'impasto (che risulterà appiccicoso: non mettere altra farina ma lasciare la consistenza così com'è) e lasciare lievitare coperto da un canovaccio di cotone per circa 4/5 ore.
Trascorso questo tempo la pasta sarà lievitata almeno del doppio rispetto a prima (essendo il mio lievito madre ancora giovane non mi aspettavo un aumento di volume esagerato ed infatti è solo raddoppiato): trasferirla sul piano di lavoro ben infarinato e lavorare per circa dieci minuti l'impasto.
Dare la forma di una pagnotta e lasciare lievitare circa 2 ore sempre coperta da un canovaccio di cotone.

Cottura:
Purtroppo non mi sono ancora procurata la pietra refrattaria! Mi sono quindi ingegnata ponendo nel forno per circa mezz'ora a 250°C la parte sotto della mia tanjine di ceramica e poi ho vi ho adagiato il pane.
Ho spennellato la superficie con una emulsione di olio ed acqua ed ho cosparso coi semini di sasamo.
Ho infornato per 10 minuti a 230°C e poi ho abbassato a 200°C per altri 35 minuti.








Note:
Sono molto soddisfatta del risultato ottenuto anche se sono certa che mano a mano che il lievito "maturerà" i risultati saranno sempre migliori. 
Come si può vedere dalla foto il pane è sì lievitato ma gli alveoli sono rimasti piccolini: credo sia sempre a causa della poca "forza" del lievito giovane.
Il sapore però era ottimo, senza retrogusto e con una bella crosta croccante!
Il mio Lievito Madre era troppo liquido: ho provveduto a correggere la consistenza con l'ultimo rinfresco ed adesso sembra proprio una pasta (anche se sempre appiccicosa e morbida).


lunedì 28 marzo 2011

Pasta madre senza glutine

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E' nata! 
Finalmente ci sono riuscita: dopo diversi tentativi miseramente falliti l'impegno è stato premiato e anch'io ho la mia pasta madre, rigorosamente senza glutine.
Ovviamente, avendo appena compiuto una settimana di vita, la sua forza non è massima ma il primo utilizzo è stato soddisfacente e sono certa che col tempo migliorerà notevolmente.


La pasta madre, detta anche lievito acido, pasta acida, lievito madre e crescente, è un lievito naturale ottenuto da un impasto di farina e acqua acidificato da un complesso di lieviti e batteri lattici che sono in grado di avviare la fermentazione.  A differenza del classico e più utilizzato lievito di birra in cui i batteri agiscono solamente per mezzo della fermentazione alcolica, con produzione di alcol e anidride carbonica, il lievito madre comprende diverse specie di batteri lattici eterofermentanti ed omofermentanti del genere Lactobacillus che portano anche ad una fermentazione lattica con conseguente produzione di acido lattico e a volte di acido acetico
A differenza del lievito di birra, la lievitazione acida è molto più lenta e richiede una lavorazione più complessa. Di contro però, numerose proprietà positive sono riconosciute alla lievitazione naturale: maggiore crescita del prodotto, maggiore digeribilità e conservabilità, gli aminoacidi rilasciati dalla proteolisi batterica sono molti di più rispetto alla lievitazione con lievito di birra, colorazione della crosta più scura, aroma più intenso, sapore e fragranza particolari, che dipendono soprattutto dal tipo di fermentazione, dalla presenza di acido lattico e acetico e anche dai ceppi di microorganismi che compongono il lievito, disponibilità maggiore dei minerali.

Preparazione:
La preparazione classica del lievito naturale comincia da un impasto acido spontaneo ottenuto con la lievitazione che per opera dei microrganismi naturalmente presenti nella farina, nell'acqua e nell'ambiente si innesca in un normale impasto di farina e acqua lasciato acidificare spontaneamente (cioè a riposare senza lievito) in un tempo più o meno lungo. Per accelerare la fermentazione si possono aggiungere all'impasto anche altri ingredienti: lieviti, batteri lattici esogeni e zuccheri che sono il cibo dei lieviti, come frutta (es.mela, yogurt, crusca, miele, etc.).
Impasto iniziale per lievito madre
Nel caso di produzione di pasta madre senza glutine ho utilizzato la ricetta di Felix e Cappera che potete trovare qui:
100 g di farina di riso
100 g di farina di mais sottile
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di miele
acqua approssimativamente 150 g (in media)

A questo punto lasciare maturare il lievito coperto da un canovaccio di cotone in un posto buoio e fresco per 2-3 giorni senza fare nulla.
Pasta madre a 3 giorni dalla prepazione
Quando lo riprenderete noterte che si sono formate delle bollicine di piccole e medie dimensioni sia sulla superficie del lievito sia al suo interno.
Questo metodo dà origine ad uno sviluppo caotico di varie specie microbiche, anche patogene, che vengono spontaneamente selezionate con l'aumentare dell'acidità dell'impasto e la diminuzione del contenuto di ossigeno e zuccheri. Normalmente vengono inattivati gli organismi indesiderati e sviluppati lieviti e batteri lattici ma la microflora, varia e variabile, spesso non gli permette di conservare a lungo le sue caratteristiche. Attraverso opportune lavorazioni, ovvero successivi rimpasti con altra acqua e farina in dosi adeguate alle caratteristiche della pasta, l'impasto acido spontaneo può divenire una pasta madre, che è il lievito naturale a tutti gli effetti.
 
Rinfreschi (cura e crescita del lievito madre):
La pasta madre ha microflora selezionata ed equilibrio stabile tra lieviti e batteri. Una volta ottenuta, la pasta madre viene tenuta in vita e riprodotta per mezzo di successivi rinfreschi, cioè impasti periodici con determinate quantità di farina fresca e acqua. I microorganismi che la compongono infatti devono essere costantemente nutriti e posti in condizione di riprodursi. La maniera più semplice per tenere in vita la pasta madre è di usarla per fare il pane, separandone una piccola parte prima di aggiungerci il sale.
Le peculiari caratteristiche organolettiche, reologiche e fermentative dei lieviti naturali variano in relazione all'area geografica di provenienza, al meccanismo di produzione, a fattori casuali e all'affinamento attuato dal panificatore; possono essere modificate variando i parametri ambientali come temperatura e umidità, o quelli propri dell'impasto come il tasso d'idratazione o il tipo di farina.
Seguendo sempre le preziosissime indicazioni di Felix e Cappera ho alimentato il mio lievito madre per circa una settimana:
"il rinfresco viene fatto prendendo una certa quantità di lievito madre mescolandolo alla stessa quantità di farina e acqua, senza più aggiungere nè olio nè miele. (Le Simili con il lievito madre glutinoso fanno: 100 g di lievito madre, 100 g di farina e 45 - 50 g di acqua)... io ho rinfresscato 200 g di lievito madre con 200 g di farina senza glutine (100 g di riso e 100 g di mais) più 150 g circa di acqua tiepida.
Dopo circa 6 ore il lievito si presentava già pieno di bollicine.
 
Lievito madre dopo 6 ore dal primo rinfresco (a 3 giorni dalla preparazione)

Io a questo punto ho continuato i rinfreschi un giorno sì ed uno no sempre con lo stesso metodo e dopo 7 giorni ho fatto l'ultimo rinfresco per poi utilizzare il lievito per produrre il primo pane. Adesso il mio bel lievito madre è in frigorifero dove resterà sino al prossimo utilizzo.


Fonti:





venerdì 25 marzo 2011

Altro libro... altro esperimento!

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Giovedì scorso, in occasione della Festa per l'Unità di Italia, Andrea ed io ci siamo incamminati verso il centro di Bologna... cammina cammina siamo giunti in libreria sotto le due Torri!
Dopo una capatina nella sezione Fantasy, di cui siamo appassionati entrambi, io mio sono infilata come di consueto nella zona dedicata alla cucina! E' un'abitudine che ho da sempre e mi piace vagare con lo sguardo sulle copertine variopinte che contraddistinguono questa particolare categoria di libri. Se la libreria è particolarmente fornita ci si può trovare davvero di tutto: dalla cucina tradizionale, a quella etnica, passando per il sushi, senza tralasciare manuali che insegnano le tecniche di preparazione dei cibi e tanto altro ancora.
Come penso facciano tutte le persone che, come me, si sono ritrovate un bel giorno a dover cambiare alimentazione escludendo il glutine e dovendo reinventare tantissime ricette per poter mangiare un po' di tutto senza dover rinunciare a nulla, mi soffermo soprattutto sui testi specifici per celiaci... per controllare se ci sia qualche novità interessante.
Ogni tanto trovo qualcosa che stuzzica la mia curiosità e così aggiungo nuove fonti alla mia collezione. Ma devo essere onesta sul fatto che avendo negli utlimi anni preso dimestichezza con le farine gluten-free, mi ritrovo sempre più spesso a consultare testi "normali" e se mi piacciono "a pelle" li compro e poi adatto le ricette alle mie esigenze.
Nel mio girovagare di giovedì scorso mi sono imbattuta nel testo: "La pasta madre" di  Antonella Scialdone e mi è sembrata una sorta di strana coincidenza perchè è da qualche tempo che mi ronzava per la testa l'idea di provare nuovamente a far nascere il lievito madre senza glutine (dopo diversi mal riusciti esperimenti di qualche anno fa avevo accantonato l'idea) soprattutto dopo aver letto attentamente il "Ricettario per Celiaci" di Emanuela Ghinazzi e Olga Francesca Scalisi integrato con le varie pubblicazioni sull'argomento nel loro blog un cuore di farina senza glutine.
Sarò stata dieci minuti abbondanti con quel libro in mano combattuta sul da farsi ma alla fine il ricordo di impasti "puzzolenti" e poco invitanti gettati nel pattume mi hanno convinta a desisdere dall'idea di comprare il volume. Ovviamente nemmeno due ore dopo ero già pentita! 
E così appena sono arrivata a casa ho riletto la ricetta e le indicazioni di Felix e Cappera per realizzare la pasta madre e mi sono lasciata convincere dalla mia buona vocina interiore che potevo riprovare: se a loro viene perchè a me non dovrebbe riuscire?
La prima cosa che ho fatto è stata quella di aprire la dispensa riservata al gluten-free per controllare se aveveo le due farine che le mie care "sorelle Simili senza glutine" indicano nel ricettario, ovvero il fumetto di mais e quella di riso... prima delusione ("iniziamo bene" ho pensato): non avevo in casa quella di mais fine! Se non fosse stato un giorno di festa sarei uscita immediatamente per procurarmela ma ho dovuto rinunicare all'idea e quindi ho atteso l'indomani per l'acquisto. 
Non sapendo che fare ho acceso il computer e mi sono messa a vagare nel web per cercare notizie sul libro che non avevo acquistato e sorpresa delle sorprese: esiste il sito: lapastamadre! Ed ho scoperto anche che l'autrice, Antonella Scialdone (campana di origini, umbra di adozione) vive a Bologna! La vita è sempre piena di coincidenze strane!
Ad ogni modo domani andrò a comprare il volume... anche perchè alla fine la pasta madre l'ho preparata e questa volta direi proprio che è nata... ma questa è tutta un'altra storia che prestissimo pubblicherò... nel frattempo vi lascio con una foto in anteprima della mia creatura a 5 giorni dalla sua "nascita".


mercoledì 23 marzo 2011

Minestra di fagioli

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Ieri sera ero in vena di ripulisti: sarà forse quest'aria primaverile che piano piano si sta affacciando sulla coda di un freddo inverno?! Ad ogni modo ho iniziato a tirar fuori dal congelatore tutti i vari sacchetti, contenitori e cartoni sopratutto per rendermi conto di cosa ho accumulato durante l'inverno e di cosa sarebbe il caso di utilizzare a breve. Sì perchè tendo, soprattutto nei mesi freddi, a mettere tutto da parte nel freezer e poi ovviamente mi dimentico di cosa potrei avere a disposizione. Ecco allora che ogni tanto tiro fuori ogni cosa (e ne approfitto per eliminare anche il ghiaccio che si è formato!) ed inizio a fare un elenco mentale dei vari piatti che posso "programmare" per un futuro prossimo.
Nel rovistare mi è capitato per le mani un bel sacchetto di fagioli borlotti (saranno circa mezzo chilo): ogni anno a settembre ne faccio una bella scorta, li sgrano tutti, li peso, li divido e li congelo per utilizzarli tutto l'anno. Dei 10 sacchetti che avevo fatto a suo tempo me n'è rimasto solo uno... che fare quindi? Direi proprio una bella minestra di fagioli, finchè la temperatura lo permette!




Ingredienti:
500 gr. fagioli borlotti freschi;
1 patata piccola;
1 cipolla bianca piccola;
1 carota;
1 costa di sedano;
10 pomodorini pachini;
80 gr. pancetta affumicata a dadini;
acqua;
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva

Procedimento:
Tritare finemente la cipolla, la carota e la costa di sedano.
In un capiente tegame (l'ideale sarebbe di terracotta) mettere a soffriggere dolcemente a fuoco basso il trito in olio di oliva per circa una decina di minuti.
Aggiungere i pomodorini tagliati a metà, la patata precedentemente sbucciata e tagliata a dadini ed infine i pezzetti di pancetta. Lasciare sul fuoco per circa un quarto d'ora mescolando spesso. Aggiustare di sale e pepe.
A questo punto aggiungere i fagioli, tenendone una manciata a parte che metterete a bollire in acqua fredda  con un pochino di dado vegetale sino alla cottura (devono però rimanere sodi e non devono rompersi).
Nel tegame dove stanno cuocendo tutti i nostri vari ingredienti, aggiungere acqua,  (la quantità dipende dalla consistenza finale che vorrete ottenere: se piace più cremosa e non volete cuocervi riso o pasta ne metterete  circa due litri altrimenti potete arrivare anche a tre) coprire il tutto e lasciare bollire a fuoco molto basso per almeno 3 ore (se utilizzate la pentola a pressione i tempi si riducono notevolmente).
Trascorso questo tempo, togliere dal fuoco e col mixer ad immersione frullare il tutto: se frullando vi accorgete che la minestra è troppo densa potete sggiungere l'acqua in cui avete precedentemente cotto il resto dei fagioli o anche un pochino di brodo vegetale. Aggiungete alla minestra i fagioli tenuti a parte.
A questo punto potete servire la minestra con un filo d'olio e del parmiggiano grattuggiato o oppure se preferite potete cuocervi dentro a piacere riso o pasta (in questo caso è necessario che la minestra sia molto liquida).

martedì 22 marzo 2011

E oggi cosa pubblico?

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"E oggi cosa pubblico???"
E' la domanda che mi gira per la testa dal momento in cui mi sono svegliata quasta mattina. Risveglio tra l'altro molto inusuale: la sveglia non ha suonato e così sono rimasta nel mondo dei sogni un'ora in più rispetto al solito. Risultato: arrivata in ufficio con circa 15 minuti di ritardo! Meno male che il mio capo è comprensivo: la mamma è pur sempre la mamma!
Torniamo al quesito odierno: cosa scrivere? Le ricette non mi mancano di certo (cucino fin da bambina!) ma sono carente di immagini. Non mi soddisfa l'idea di scrivere una ricetta senza pubblicare il risultato del mio duro lavoro! Anche perchè sembrerebe di leggere un qualsiasi ricettario e allora tanto varrebbe aprire un libro di cucina! 
Non riesco nemmeno a cucinare prelibatezze ogni giorno: tra lavoro, palestra, ballo, partite di pallavolo della nostra squadra, il tempo a disposizione a volte è davvero scarso. Inoltre mica posso far diventare mio marito mille chili!
Inizialmente ho pensato di scrivere qualcosina di nuovo nella sezione "Parliamo di..." ma non mi sono preparata bene alcun argomento... a meno che io non parli di un "esperimento" che ho iniziato sabato ma sulla cui riuscita ho molti dubbi, visti i passati tentativi falliti. Sto parlando del Lievito Madre Senza Glutine. Quasi quasi....
E allora organizzo qualche idea e poi pubblico!


lunedì 21 marzo 2011

Polpette!!

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Le polpette sono un ricordo legato alla mia infanzia. Rammento bene che la mia nonna le faceva con tutto ciò che trovava in frigorifero: carne del bollito avanzata, pezzetti di mortadella, gambo del prosciutto, pollo, pane raffermo, odori vari. Tritava tutto con un apparecchio dell'epoca di Garibaldi , per rimane in tema di Unità d'Italia e che ancora utilizza nonostante noi nipoti qualche anno fa per Natale gliene abbiamo regalato uno nuovissimo e all'avanguardia; e formava queste palline che poi tuffava in litri di olio. Ovviamente se  le polpettte fritte non andavano finite venivano riproposte il giorno dopo immerse in un buonissimo sugo di pomodoro. Da mia nonna, oltre all'amore per la cucina, ho sicuramente preso la capacità di non gettare via nulla!!!!

Ingredienti (per circa 30 polpette):
800 gr di carne di manzo tritata fine;
200/250 gr di mortadella tritata fine;
3 uova;
6 chucchiai di parmiggiano reggiano grattuggiato;
pan grattato senza glutine (io mi trovo molto bene con il Pan Gratì della Schar)
sale e pepe q.b.

Procedimento:

In una capiente terrina mescolare assieme la carne di manzo tritata, la mortadella tritata, le uova intere, il formaggio grattugiato e 2 chucchiai di pan grattato. Aggiustare di sale e pepe (fate attenzione a non esagerare perchè mortadella e formaggio insaporiscono già bene il composto).
Far riposare in frigorifero circa mezz'ora ben coperto.
Coprire bene il fondo di un piatto con il pan grattato. Con il composto formare delle palline e passarle ad una ad una nel pane, disporle su un piatto e lasciarle in frigorifero coperte con pellicola trasparente sino al momento di cuocerle.


Cottura:
Un discorso a parte è sicuramente il metodo di cottura. Mia nonna e mia mamma generalmente le polpette le friggono in abbondante olio: per quanto io sia golosa e mi piaccia mangiare non amo particolarmente utilizzare la frittura come metodo per cuocere i cibi preferndo strade altrnative che non tolgano gusto ai piatti ma non facciano male alla salute!
In genere per cuocere le polpette preparo un sugo di pomodoro e ci metto dentro la carne, lasciando bollire il tutto a fuoco molto basso per circa un'ora e mezza. 
Il sugo lo preparo mettendo sul fondo di un tegame un pochino di olio di mais con del peperoncino sbriciolato e lo scaldo un paio di minuti. Aggiungo lentamente della passata di pomodoro (spesso uso la conserva di mia suocera), insaporisco con sale e pepe ed aggiungo un paio di bicchieri di acqua: quando il sugo prende il bollore adagio le polpette in modo che siano completamnte coperte dal sugo e lascio cuocere. A piacere si possono aggiungere i piselli.
Siccome di polpette sabato me ne sono venute molte metà le ho cotte al forno. Ho adagiato su una teglia ricoperta di carta forno le mie polpette e le ho cotte a 180 gradi per 40 minuti: risultato ottimo!



domenica 20 marzo 2011

Petto di pollo... croccante

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Diciamocelo francamente: il petto di pollo in se per se non è nulla di straordinario ma è un ingrediente economico, estremamente versatile e poco calorico.
Mio marito a volte dice che potrei pubblicare un libro di 365 ricette su come trasformare dei banali petti di pollo in piatti da gran gourmet. Nel frattempo pubblico questa ricetta facile e veloce ma molto gustosa.

Ingredienti (per 2 persone):
500 gr. petto pollo;
5/6 chucchiai abbondanti di farina di mais;
spezie a piacere (io utilizzo cumino, paprika e curry);
olio di mais;
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Tagliare il petto di pollo a pezzetti (se è intero) oppure a listarelle (se è a fette).
Mettere i pezzi in un contenitore tipo tuppeware ed aggiungere la farina di mais, le spezie ed il sale. Chiudere bene con il tappo ed agitare (consiglio di effettuare questa operazione con cautela sopra un canovaccio per eviare di spargere per tutta la cucina il mais...).

Scaldare in un tegame sufficientemente capiente l'olio di mais e "tuffarci" i pezzi di pollo impanati. Mescolare bene sin da subito (per staccare i bocconcini gli uni dagli altri) e con continuità.
Cuocere almeno 10 minuti e comunque finchè la panatura non diventa colorata e crocccante.
Servire su un letto di inslata (consiglio l'insalata con le mele ) o con altro contorno a piacere.

sabato 19 marzo 2011

Ciambella dell'Amicicia

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La prima volta che Valentina (l'Amicicia) è venuta a cena a casa nostra è stato circa un anno fa. Ogni qualvolta che invitiamo persone a mangiare mi viene sempre un pochino di "ansia da prestazione" perché in casa mia tutto è gluten-free e non so mai come reagiranno le persone ai miei piatti. Inoltre mi pongo sempre il problema di ciò che, da buon galateo, gli ospiti porteranno, generalmente è un dolce! Ammetto che nel tempo mi sono accorta del fatto che gli amici sono molto disponibili (e ammettiamolo anche un po' curiosi) a provare la mia cucina senza glutine e che solitamente si informano da mio marito o da me su quale dolce preparare!
Tornando alla prima cena dell'Amicicia, quella sera Valentina si presentò con una stupenda ciambella, farcita con marmellata di kiwi, rigorosamente preparata senza glutine. Ricordo che rimasi molto colpita dal gesto... adesso ogni qual volta che Vale viene a cena sono certa che il dolce sarà un successo.
Vi riporto quindi la sua ricetta per questa ciambella che è davvero ottima, soprattutto la mattina inzuppata nel caffellatte!


Ingredienti:
200 gr farina riso;
100 gr burro;
100 gr zucchero;
2 uova intere;
lievito per dolci;
1/bicchiere di latte;

Procedimento:
Mescolare assieme tutti gli ingredienti (Valentina mi ha svelato che impasta per un tempo abbastanza lungo tutti gli ingredienti: in questo modo la ciambella rimane molto compatta e non si sbriciola) fino ad ottenere un impasto soffice e "spumoso".
Spolverare con zucchero a velo li fondo ed i bordi di uno stampo per dolci in silicone e versarci il composto.
Cuocere in forno ventilato (resistenze accese sia sopra che sotto) per 20/25 minuti.
Dopo aver lasciato raffreddare la ciambella, capovolgerla.

venerdì 18 marzo 2011

Crostata di "mamma" Adriana

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La "mamma" Adriana è la mia super suocera! Quando qualche anno fa ho scoperto di essere intollerante al glutine la mia cara suocera è stata la prima persona a cominciare a produrre "cibi" che potessi mangiare. Si è preoccupata che ai pranzi di famiglia io non mi sentissi "diversa": se preparava le tigelle per tutti potevo stare certa che per me qualche cosa di "panoso" c'era sicuramente. I primi tentativi sono stati al di sotto delle aspettative ma piano piano, senza mai scoraggiarsi, la produzione ha preso il via e adesso quando mangio a casa dai miei suoceri tutti mi rubano letteralmente il pane dalla bocca!
"Mamma" Adriana è una cuoca eccellente ma posso affermare che le cose in assoluto che le vengono meglio sono i dolci e i prodotti panificati (tigelle, pane in genere, crescente).
Questa crostata, rigorosamente con marmellata di ciliege di sua produzione e che io adoro, è identica a quella glutinosa.


Ingredienti:
200 gr. di farina senza glutine (quella della COOP per dolci oppure la MIX IT DS);
100 gr. di farina di riso (o fecola  di patate);
100 gr. di zucchero semolato;
2 uova intere;
20 gr. di burro;
40 di olio di arachidi (o di mais);
la buccia grattuggiata di1 limone (meglio se non trattato);
mezza  bustina di lievito per  dolci;
mezzo vasetto di marmellata di  frutta;

Procedimento:
Sulla spianatoia disporre a fontana la farina mescolata con lo zucchero e il lievito setacciato, aggiungere al centro le uova, il burro a pezzetti, l'olio e la buccia del limone grattugiata ed impastare.
Ad impasto effettuato, metterne da parte una porzione per le guarnizioni, quindi con la parte rimasta aiutarsi con il  mattarello per preparare una sfoglia  rotonda  da porre sulla tortiera  ricoperta con carta da forno.
Ricoprire la pasta con la marmellata e guarnirla con listarelle ottenute daal'impasta messo precedentemente da parte.
Cuocere per circa  mezz'ora  nel forno non ventilato preriscaldato a 180 gradi.

giovedì 17 marzo 2011

Torta di spinaci

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Sempre per la cena di martedì con l'Amicicia ho realizzato questa torta con gli spinaci.
La mia idea iniziale era quella di utilizzare un rotolo di pasta sfoglia della DS (che tengo sempre nel congelatore, per ogni evenienza!) ma quella mattina nella fretta mi sono dimenticata di prenderla fuori dal freezer e così ero già dell'idea di fare altro: non sono mai stata molto brava con la pasta sfoglia, nemmeno quando il glutine ancora non era "fuori legge"!
Però poi mi sono ricordata di aver letto sul blog Un Cuore di Farina Senza Glutine che Felix qualche giorno fa si era trovata a dover "finire" un impasto analogo di spinaci, proprio dopo averne messo una parte nelle sfoglia DS, e così sono andata a rivedere il suo post Con Ricotta e Spinaci... e ho trovato la sua ricetta per una base da lei definita "a naso"... L'ho rifatta, con farine diverse (quello che avevo in giro per la dispensa) e... MIRACOLO: la torta con gli spinaci è venuta buonissima! Grazie Felix!

Ingredienti:
300 gr. mix farine senza glutine (avevo: 100 gr. farina di riso; 100 gr. farina FARMO, 100 gr. farina MIX IT DS);
mezzo bustina di lievito per torte salate;
70 gr. burro a pezzi (freddo da frigo);
1 uovo intero;
acqua fredda q.b. (io ne avrò messi circa 180/200 mL.)
pizzico di sale;

300 gr. spinaci bolliti e ben sgocciolati;
50 gr. formaggio philadelphia;
3/4 chucchiai di Parmiggiano Reggiano grattugiato;
sale e pepe.

Procedimento:
Seguendo le istruzioni di Felix, ho preperato l'impasto utilizzando il prograamma "solo impasto" della mia mdp. Ho quindi messo la farina col lievito ed il burro nel cestello ed ho avviato il programma. Mentre le pale giravano ho aggiunto l'uovo, un pizzico di sale e l'acqua lentamente controllando mano a mano che la mdp lavorava la consistenza dell'impasto: deve risultare marbido ma non appiccicoso. 
Terminato il programma (nella mia mdp dura 15 minuti) ho girato l'impasto sul tagliere infarinato, ho fatto una "palla", l'ho avvolto nella pellicola trsparente e l'ho messa in frigorifero per circa 20 minuti.
Nel frattempo ho preparato la farcia mescolando gli spinaci con i formaggi aggiustando di sale e pepe.
Ho tolto una piccola parte dell'impasto per realizzare le guarnizioni e ho steso il resto in una sfoglia abbastanza sottile di forma circolare più grande della teglia. Ho rivestito la forma in silicone col disco di pasta, ho steso gli spinaci e richiuso i bordi. Con le formine per biscotti ho fatto delle stelle con la pasta rimasta e le ho messe sopra alla torta.
Infornato per 45 minuti a 230°C.

mercoledì 16 marzo 2011

Risotto alle Mele (e il regalo che non ti aspetti)

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Ieri sera è venuta a cena la mia meravigliosa "Amicicia" Valentina: la sua amicizia è stato uno dei più bei regali dell'anno 2010! Lei è una persona piena di interessi e decisamente creativa. Per il mio matrimonio ha realizzato le nostre fedi, i miei orecchini e il bracciale di Andrea (mio marito).
Tra le tante passioni che condiviadiamo c'è sicuramente l'amore per il frutto proibito: anche Valentina, come me, è una melivora... Ecco allora che ieri sera ho provato a realizzare questo risotto alle mele: ero scettica sul risultato finale ma Valentina ha fatto il bis e quindi posso affermare che il piatto è stato un successo!
Vale si è presentata con un regalo: siamo talmente in sintonia che mentre io pensavo di cucinare il riso con le mele lei comprava il "Il Quaderno delle Mele in cucina" di Elisabetta Tiveron edito da Kellermann: un ragalo molto gradito ed inaspettto! Non vedo l'ora di provare tutte le ricette e di postarle nel blog (rigorosamente riadattate gluten-free). Mi sentirò come la protagonista di "Julie & Julia"!
La serata è stata come sempre fantastica e le ore sono volate senza nemmeno che ce ne accorgessimo. 

Ingredienti (per 2 persone):
8 chucchiai colmi di riso arborio;
1 mela;
1 cipolla piccola;
40 gr. formaggio Philadelphia;
2 chucchiai di Parmiggiano Reggiano grattugiato;
brodo vegetale q.b.;
olio extravergine di oliva;
mezzo bicchiere di vino bianco;
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Sbucciare la mela, eliminare il torsolo e tagliarla a pezzetti. Coprire il fondo di un tegame con l'olio di oliva ed aggiungere la cipolla intera privata della buccia (in questo modo il risotto prende il profumo della cipolla senza dare problemi di digestione!) e i pezzetti di mela: lasciare appassire per circa 10/15 minuti a fuoco basso.
Aggiungere il riso e fare rosolare qualche minuto. Eliminare la cipolla, sfumare col vino e ricoprire con due abbondanti mestoli di brodo vegetale. Lasciare cuocere il riso a fuoco basso, senza mescolare, aggiungendo al bisogno il brodo vegetale.
Quando il riso sarà cotto "al dente" mantecare con il Philadelphia e il Parmiggiano.
Se piace, guarnire il piatto con qualche goccia di aceto balsamico.


martedì 15 marzo 2011

Tris di verdure in padella

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Questo contorno, facile e veloce da preparare, è uno dei miei cavalli di battaglia. Lo cucino spesso perchè è versatile... lo abbino sia alla carne che al pesce, spesso l'ho servito sulla polenta o sul purè di patate,  ed infine diventa facilmente un condimento per la pasta. Siccome gli ingredienti sono sempre presenti nella mia cucina, una volta a settimana non può mancare sulla nostra tavola.

Ingredienti:
1 melanzana grande e soda;
2/3 zucchine verdi;
1 peperone giallo;
1 peperone rosso;
4/5 chucchiai di olio di mais;
peperoncino;
sale e pepe q.b.
dado insaporitore (consentito da prontuario) se piace.

Procedimento:
Sbucciare la melanzana.
Lavare bene le zucchine ed i peperoni.
Tagliare a dadini le verdure.
In una casseruola antiaderente versare l'olio e sbriciolarvi il peperoncino. Aggiungere le verdure e mettere sul fuoco vivo per una decina di minuti mescolando spesso. 
Aggiustare di sale, pepe e a piacere aggiungere il dado (consiglio di assaggiare sempre in questa fase per non insaporire troppo le verdure).
Abbassare la fiamma al minimo e lasciare cuocere circa 20 minuti.
Servire caldo o condire la pasta.

lunedì 14 marzo 2011

Involtini coi piselli

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Ieri sera avevo una certa voglia di carne "filante"... così ho realizzato questi involtini coi piselli. 


Ingredienti:
12 fettine sottili di carne bovina;
12 fette di melanzane;
12 fette prosciutto crudo (consentite da prontuario);
6 sottilette (consentite da prontuario);
piselli;
1 bicchiere di vino bianco;
1 noce di burro;
farina di riso;
sale e pepe q.b.
olio di oliva;
12 stuzzicadenti.

Procedimento:
Disporre le fette di melenzane su una teglia rivestita di carta, salare e pepare ed aggiungere a filo un pochino di olio di oliva; mettere in forno per 10 minuti a 180°C. Una volta trascorso questo tempo, lasciare raffreddare le melanzane fuori dal forno.
Su un tagliere stendere una alla volta le fettine di carne e adagiarvi sopra nell'ordine: una fetta di prosciutto crudo, una fetta di melanzana, mezza sottiletta. Se piace spolverizzare con un pizzico di pepe.
Arrotolare a formare un involtino e fermare con lo stuzzicadente.
Lasciare riposare gli involtini in frigorifero per circa mezz'ora, coperti con carta trasparente.
A questo punto infarinare bene gli involtini nella farino di riso.
In una padella sufficientemente grande da contenere bene tutti gli involtini sciogliere a fuoco basso il burro (non deve friggere) ed aggiungere gli involtini, lasciare rosolare la carne girandola spesso per qualche minuto, aggiustare di sale e pepe (non esagerare con il sale perchè il prosciutto crudo e le sottilette insaporiscono già a sufficienza la carne), infine aggiungee il vino ed i piselli. Lasciare ridurre finchè non si ottiene una crema di formaggio filante.
Servire caldi.

giovedì 10 marzo 2011

Insalata con le mele

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Mia nonna me lo ripete sin da quando sono piccola: "una mela al giorno leva il medico di torno". E direi di aver seguito il popolare detto alla lettera: adoro le mele e di conseguenza ne faccio un largo uso in cucina sia nelle preparazioni più classiche ove questo frutto è l'ingrediante base, sia in piatti che nascono dalla mia voglia di sperimentare ed inventare sapori nuovi. Diciamocelo: sono una "melivora".
Ieri sera, tra lavoro e impegni vari, non ho avuto molto tempo per pensare alla cena e così ho acquistato un pollo arrosto bell'è che pronto... ma nel poco tempo a disposizione mi sono almeno impegnata nell'accompagnarci un contorno "elaborato" rispetto alla solita insalta!
Ecco allora che ho riproposto a mio marito la nostra insalata con le mele.

Ingredienti:
Insalata mista a piacere lavata e ben asciutta (ad esempio: scarola, lattuga, indivia, rucola, gentilina...)
2 coste di sedano
2 carote
1 confezione di mais
2 mele (la qualità della mela dipende dal gusto personale)
1 finocchio di piccole dimensioni
sale
olio di oliva extravergine
aceto balsamico
pinoli

Procedimento:
Lavare, asciugare bene e ridurre in pezzi tutta la verdura.
Eliminare il liquido dal mais e asciugarlo.
Sbucciare la mela e tagliarla in pezzi piccoli.
In una capiente terrina riporre tutti gli ingredienti: salare, aggiungere olio ed aceto ed infine mescolare bene.
Servire.

mercoledì 9 marzo 2011

Farina di Ceci

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La farina in generale è un prodotto in polvere ottenuto dalla macinazione di grano, cereali o di altri prodotti
(sia naturali che artificiali). Per il loro ruolo nella fabbricazione di pane e pasta, queste sono infatti le più diffuse nel mondo, tutelate dalle leggi dei diversi paesi. La legge italiana ne stabilisce chiaramente caratteristiche ed eventuali denominazioni con il Decreto del Presidente della Repubblica n.187 del 9 febbraio 2001.[fonte]

Per chi è intollerante al glutine o celiaco molte farine naturali sono assolutamente da escludere dai cibi. Ecco allora che è necessario sostituirle con quelle naturalmente prive di glutine o da quelle definite dietoterapeutiche, ovvero farine elaborate dalle varie ditte produttrici di alimenti senza glutine per agevolare la produzione di alimenti senza glutine.
Sulle farine adatte per celiaci si possono trovare in rete tantissimi blog e siti che ne parlano in maniera più che esaustiva, ciononostante vorrei dedicarmi alla descrizione dettagliata di queste farine per aiutare chi legge (ed anche me stessa...perchè c'è sempre da imparare) a farsi un'idea generale delle diverse proprietà che ognuna di esse possiede.

Iniziamo dalla farina di ceci, che si ottiene dalla macinazione di questi legumi una volta essiccati ,perchè di tutte le farine naturalemnte prive di glutine è una di quelle che utilizzavo anche prima di sapere che ero intollerante al glutine e quindi l'ho sempre maneggiata.
E' ottenuta dalla lavorazione dei ceci, separati da quelli per minestre. La lavorazione può essere effettuata su macine in pietra o con mulini a cilindri. Nel caso della prima, la farina è più profumata e sottoposta ad un minore stress(in ¼ di giro della macina, i ceci vengo trasformati in farina). Nel caso della seconda invece, si ha una sensibile riduzione della qualità, ma un costo della farina tendenzialmente minore [fonte]
Questa farina è un alimento ricco di proteine vegetali, di calcio, di ferro e di fosforo e non mancano tra i suoi principi nutritivi vitamine del gruppo C e B. Ha una cosistenza molto fine ma presenta una fraganza unica associata ad un gusto caratteristico.
E' di grande importanza nella cucina indiana, nella cucina israeliana e araba per il hummus e il felafel in quanto esalta particolarmente le spezie di questi piatti, e in Italia, dove è utilizzata in Liguria per preparare la farinata, a Palermo per preparare le panelle e a Livorno per preparare la Cecina.
Piatti come la farinata e la cecina hanno origini molto antiche: pare che i soldati romani preparassero nelle focacce con farina di ceci e acqua, che facevano cuocere sul proprio scudo esposto al sole. La praticità di questa ricetta così economica è stata apprezzata anche nel Medioevo, quando veniva mangiata con cipolle o formaggio. Pare che la ricetta della farinata sia nata casualmente, dopo la battaglia in cui Genova sconfisse Pisa nel 1284. Al ritorno in mare, una tempesta fece rovesciare le provviste di farina di ceci e olio, che si mescolarono con l'acqua marina. Per non sprecare le provviste, i marinai impastarono gli ingredienti e li fecero asciugare al sole, ottenendo un pane dal sapore inaspettatamente buono. [fonte]
La farina di ceci assorbe molta acqua e rimane molto bagnata anche dopo cottura, conferendo ai preparati una tipica umidità. Personalmente la utilizzo molto nei miei impasti sia lievitati che non, mescolata in varie proporzioni con altre farine gluten free (sia natuali che dietoterapiche) perchè conferisce un bel colore brunito al prodotto finito e spesso copre il retrogusto tipico delle farine senza glutine. Inoltre, ma questa è una mia osservazione, quando faccio il pane con questa farina nell'impasto (nella misura di circa 100 gr. per un totale di 500 gr di farina) ottengo pagnotte molto morbide all'interno ma con una bella crosta esterna.

Vi consiglio di conservare la farina di ceci in un luogo fresco e asciutto e magari una volta aperta la confezione, di travasarla in un barattolo a chiusura ermetica.

martedì 8 marzo 2011

Il dolce delle ricorrenze...

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Oggi è il mio compleanno... Siamo a 32! Mi piace come numero... e sono felice di avanzare nel corso della mia vita...
Per festeggiare assieme a voi ho deciso di pubblicare una ricetta che potrei definire "a conduzione familiare"...
Questo dolce, da che io ricordi, è la conclusione di tutte le ricorrenze festeggiate con la mia famiglia: credo di non aver mai passato un Natale senza questo meraviglioso dessert! Non parliamo poi dei compleanni... e vi assicuro che in famiglia siamo in tanti!
Le origini della ricetta non mi sono del tutto chiare... io ricordo solo la mia mamma intenta a mescolare, sbattere, impiattare e decorare fin da quando sono piccola!
Ovviamente nel corso degli anni mi è capitato spesso di farlo al posto di mamma ma preferisco decisamente quando ci ritroviamo assieme per prepararlo a 4 mani!
La ricetta originale prevede di utilizzare dei biscotti specifici, i fomisissimi Oswego della Colussi, ma da quando non posso più mangiare glutine mamma ed io ne prepariamo sempre uno in versione ridotta rigorosamente gluten-free! 

Ingredienti (per 6/8 persone):
Biscotti senza glutine (tipo frollini) di forma rettangolare - io mi trovo molto bene con i biscotti della BiAglut
Caffè tiepido;
500 gr. di mascarpone;
4 uova;
2 buste di zucchero a velo (consentito da prontuario);
Nutella;
decorazioni a piacere.

Procedimento:
Preparare il caffè e lasciarlo intipidire: siccome ce ne vorrà un quantitativo abbondante ma diffcile da quantificare a priori perchè dipende dai biscotti utilizzati, consiglio di prepararne subito almeno mezzo litro circa (va bene anche quello solubile).
Sbattere i tuorli con circa una busta e mezzo di zucchero a velo finchè non diventa una spuma leggera di colore chiaro. Montare a neve ben soda, con un pizzico di sale, gli albumi.
Aggiungere ai tuorli il mascarpone e amalgamare bene in modo che non rimangano grumi. Aggiungere delicatamente gli albumi montati a neve e girare dal basso verso l'alto sempre nello stesso verso in modo che non si smontino. A questo punto lasciare riposare in frigo almeno una decina di minuti.
Ad uno ad uno imbevere i biscotti nel caffè (senza però che si ammorbidiscano) e disporli su un piatto in modo da creare una base rettangolare di circa 20/25 x 10/15 cm.
Stendere un strato di mascarpone sui biscotti e livellare bene senza che la crema fuoriesca dai biscotti.
Dopo aver imbevuto altri biscotti, creare un secondo strato di biscotti sopra al mascarpone e ricoprire nuovamente con la crema. Continuare questa procedura fino a creare circa 4/5 strati di biscotti.
L'ultimo strato ricoprirlo tutto (anche i lati) col mascarpone mescolato a 4/5 cucchiai abbondanti di Nutella.
Decorare a piacere e lasciare in frigo sino al momento di servire.

Purtroppo le uniche foto che ho sono quelle del dolce fatto per Natale...

lunedì 7 marzo 2011

PIZZA SENZA GLUTINE - VERSIONE 2 (per mdp)

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Ingredienti:
250 gr di farina DS "Mix It"
250 gr. di farina FARMO azzurra (senza lattosio)
1 cucchiaio colmo di farina di ceci
1 cubetto di lievito freasco (consentito)
350 ml di acqua tiepida (la quantità va in base all'umidità dell'ambiente)
2 cucchiai di olio di oliva
1 cucchiaino abbondante di sale
1 cucchiaino raso di zucchero di canna
passata di pomodoro con un pizzico di sale (e origano a piacere);
condimenti a piacere;
mozzarella di bufala in panetto per pizza.


Procedimento:
Sciogliere il lievito in circa 100 ml di acqua tiepida e aggiungere lo zucchero.
Versare nel cestello della macchina del pane (mdp).
Aggiungere il resto dell'acqua tiepida ed attendere 5/10 minuti prima di versare gli altri ingredienti in modo che il lievito si attivi.
Aggiungere la farina di ceci e lentamente il resto della farina.
Salare e aggiungere l'olio.
Impostare il programma impasta e lievita della mdp e duante il primo impasto controllare la consistenza dell'impasto: se fosse troppo secco e tendesse a sbiciolare aggiungere con molta attenzione poca acqua; nel caso risultasse un pochino troppo liquido aggiungere invece piano piano farina di ceci.
Terminato il programma, rovesciare la pasta lievitata sul tagliere e lavorare a mano l'impasto cercando di aggiungere meno farina possibile.
Dividere il panetto in 3 palline e lasciare riposare coperte da un canovaccio umido per 20/30 minuti.
Stendere le pizze e cuocere.

A questo punto ci terrei a precisare un dettaglio non trascurabile: il metodo di cottura!
La mia meravigliosa mamma circa un anno e mezzo fa mi ha regalato il fornetto elettrico della G3FERRARI per cuocere la pizza. (leggi qui). Nonostatnte lo scetticismo iniziale, devo ammettere che questo fornetto è eccezionale. Direi che l'ottimo risultato che otteniamo in casa nel fare la nostra pizza senza glutine è per buona parte dovuto a questo fornetto! Lo consiglio a tutti!!! L'unico "inconveniente" è che è possibile cuocere una pizza alla volta... ma ci vogliono sì e no 5 minuti al massimo!

domenica 6 marzo 2011

Torta all'ananas senza glutine (e senza lattosio)

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Il mio bravo maritino non ama particolarmente le torte ma preferisce decisamente i dolci al cucchiaio. Questa torta però ha sempre rappresentato un'eccezione. Mia nonna la prepara da anni e così un bel giorno ho preso la sua "versione glutinosa" e l'ho trasformata ed adattata usando farine gluten-free: il risultato ha superato le mie aspettative. 
Prima però di postare la ricetta ci terrei a fare una precisazione: la ricetta originale di mia nonna prevede l'utilizzo di fette d'ananas sciroppate che io non amo particolarmente perchè a mio avviso non sanno di ananas vero. Così quando faccio questa torta preferisco prendere al supermercato l'ananas fresco già tagliato a fette oppure acquisto un piccolo ananas, lo pulisco e lo taglio a fatte la sera prima, lasciadolo poi in frigo con un cucchiaio di zucchero ed il succo di mezzo limone affinchè faccia il succo.

Ingredienti:
180 gr. di zucchero di canna (si può utilizzare anche lo zucchero bianco)
150 g di farina senza glutine FARMO (confeziona azzurra)
100 gr. fecola di patate
2 uova intere grandi (o 3 uova intere medie)
mezzo bicchiere di latte di soia o di riso
mezzo bicchiere di olio d’oliva
1 bustina di lievito per dolci (consentita da prontuario)
un pizzico di sale
fette d’ananas q.b.
10/12 noci tritate grossolanamente
succo d’ananas

Preparazione:

In un pentolino mettere 2 cucchiai di zucchero col succo dell'ananas (aggiungendo se necessario acqua) e a fiamma bassa portare a bollore. Lasciare bollire per 2/3 minuti (senza che diventi scuro) e lasciare intiepidire.
In una tortiera in silicone disporre le fette d'ananas e cospargere con le noci i buchi lasciati tra una fetta d'ananas e l'altra. Irrorrare il tutto col succo d'ananas tiepido e lasciare raffredare.
Sbattere le uova con lo zucchero finche non saranno diventate spumose, unire la farina setacciata, il latte di soia o di riso, l’olio, un pizzico di sale e per ultimo il lievito. L'impasto deve risultare abbastanza morbido: in caso contrario aggiungere ancora latte di soia o riso.
Trasferire l’impasto nella tortiera e cuocere in forno caldo a 180° gradi per  circa 50/60 minuti. Voltare la tortiera su un piatto piano e lasciare intiepidire.
Quando si sarà ben raffredata rimuovere con delicatezza la tortiera.

venerdì 4 marzo 2011

Le mie personali "Bibbie" per cucinare senza glutine

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Ieri sera mio marito (Andrea) mi ha rimproverata perchè se non inizio a pubblicare nuove ricette perderò quelle poche lettrici che hanno iniziato a seguirmi...
Dovrete pazientare ancora qualche giorno finchè non metto assieme tutti i miei biglietti, appunti, libri che ho sparsi per casa e dove segno l'iter delle mie ricette!
Però oggi non voglio lasciare nessuno a "bocca asciutta" e a proposito di libri, colgo l'occasione per parlarvi dei due ricettari che più utilizzo per sperimentare, produrre ed elaborare le mie creazioni culinarie!

Ricettario per celiaci
Il primo di cui vorrei parlare è il "Ricettario per Celiaci" scritto da due persone che io definisco "le Sorelle Simili senza glutine": Emanuela Ghinazzi e Olga Francesca Scalisi, in arte Cappera e Felix che potete seguire anche sul loro blog: Un Cuore di Farina Senza Glutine.
Il loro libro è davvero una sorta di "Bibbia" per la panificazione senza glutine: una piccola ma preziosissima guida per chi, stanco di mangiare pane confezionato, vuole avventurarsi nell'arte di creare impasti... rigorosamete "gluten free".
Se volete maggiori dettagli ed informazioni su questo ricettario potete leggere questo articolo.
Ad ogni modo fidatevi di me: la lettura di questo ricettario vi svelerà trucchi e segreti per realizzare impasti lievitati ad opera d'arte con cui potrete preparare pane, pizza, focacce, brioche e quant'altro vi suggerirà la vostra fantasia.
Un consiglio per chi mi legge e magari non ha problemi di intolleranza al glutine: il libro, ma anche il blog, di Felix e Cappera possono essere utilissimi anche a voi se avete intenzioniedi sperimentare la panificazione in casa o magari già vi delettate con quest'arte e volete nuove idee!
Celiachia, intolleranze, allergie alimentari
L'altro ricettario che consulto in maniera quasi "osessiva" è un vero è proprio libro per imparare a mangiare bene non solo in caso di gravi problemi di intolleranza (il libro affronta anche allergie a latte e uova, ad esempio) ma anche semplicemente per "disintossicarsi" da conservanti, agenti chimici (che purtroppo sempre più spesso vengono aggiunti ai nostri cibi) e da quelle che io definisco le "schifezze" commerciali.
L'autrice di "Celiachia, intolleranze, allergie alimentari" è Teresa Tranfaglia, laureata in Pedagogia e in Vigilanza scolastica, esperta di macrobiotica, ha apprezzato, sperimentato e assimilato la positività delle cure alternative: omeopatiche, ortomolecolari, metodo kousmine e medicina orientale. Ha sviluppato negli anni un’esperienza notevole nell’alimentazione naturale. Da alcuni anni è presidente dell’ADOM, una piccola associazione che si occupa degli allergici e/o intossicati da metalli pesanti odontoiatrici (mercurio, palladio, nichel, alluminio ecc.).
Questo testo mi ha letteralemte rapita per giorni. L'ho letto tutto d'un fiato come se fosse  un best seller mondiale e mi ha aiutata ad adottare uno stile di vita alimentare molto naturale adottando alcuni semplici accorgimenti. Se avrete modo di leggerlo vi accorgerete che alcune ricette sono a base di ingredienti alquanto inusuali e sicuramente difficilmente reperibili (mi vengono in mente tutte le ricette nella sezione dedicata alle alghe): ovviamente non ho mai provato tutto quello che ho letto ma ciò che sino ad ora ho sperimentato è risultato davvero molto buono.
Una nota paticoalre a chi mi legge e magari fosse un patito dell'alimentaizone naturale: il ricettario riporta nel dettaglio la procedura da seguire per ottenere in casa sia il "latte" di soia sia il "latte" di riso... provare per credere!

PS: PROMETTO CHE NEL FINE SETTIMANA POSTERO' QUALCHE RICETTA...